ALIENS – Director’s Cut (1986) di James Cameron

Gli anni ’80 hanno segnato una svolta decisiva per quanto concerne l’action fantascientifico e forse anche l’action movie in generale, esaltando ritmo incalzante e combattimenti frenetici in grado di esaltare protagonisti e soprattutto antagonisti. Prima con THE THING, poi con TERMINATOR e soprattutto con ALIENS, seguito ideale e perfetto del capolavoro del 1979 di Ridley Scott, James Cameron ha lasciato ai posteri un’opera unica, immortale e inimitabile, nonostante gli innumerevoli tentativi di emulazione. Senza questo, probabilmente anche un altro film immortale come PREDATOR sarebbe stato diverso. La trama iniziale si ricollega al finale del film del 1979, con l’unica sopravvissuta all’esplosione dell’astronave Nostromo, Ripley, ripescata da una squadra di salvataggio dopo ben 57 anni di ipersonno. La famigerata compagnia Weyland-Yutani risulta poco felice di quanto successo alla Nostromo e appare scettica nell’esistenza dello Xenomorfo artefice della morte dell’equipaggio della Nostromo. Le sorti di Ripley sembrano destinate inizialmente all’oblio e alla normalità, quando non si hanno più notizie dei colono destinati alla terra formazione del famigerato pianeta, LV-426, lo stesso nel quale lo xenomorfo aveva infettato uno dei membri della Nostromo 57 anni prima. Ingaggiata come ‘consulente’ Ripley torna nel pianeta LV-426, questa volta in compagnia di un gruppo di attrezzati e armati fino ai denti marines …
Realizzare una copia della trama del primo grande film sarebbe stata, come per altri sequel di film di successo dell’epoca, abbastanza logica. James Cameron, unico autore anche della sceneggiatura, cambia totalmente le carte in tavola. Amplifica l’anima animalesca e insettoide degli essere xenomorfi, mette in risalto l’anima capitalista e viscida della compagnia Weyland-Yutan (per citare Ripley, ‘non so chi sia peggiore tra voi e i mostri là fuori’), esalta ancora più la figura da guerriera e eroina tutta d’un pezzo di Ellen Ripley (interpretata nuovamente da una Sigourney Weaver in stato di grazia), struttura perfettamente un film corale, ed infine, per due terzi del film esalta azione, ritmo incessante e tensione a profusione incollando lo spettatore allo schermo fino all’ultimo secondo.
Se nel primo film il male rappresentava chiaramente l’oscurità dentro ognuno di noi, in chiave horror, in questo capitolo abbiamo al centro di tutto il rapporto materno come forza trainante di tutto (chiarissimo della Director’s Cut, forte delle scene iniziali dei coloni del pianeta e della figlia deceduta di Ripley), umano e soprattutto Xenomorfo, con la presenza di una madre-regina impossibile da dimenticare per estetica (gli effetti speciali della ‘vecchia scuola’ di Stan Winston presenti in questo film sono imbattibili anche oggi) e presenza scenica (lo scontro finale, citato nel titolo italiano, presentato nei minuti finale è rimasto nella storia del cinema). Se tutto il film è entrato di forza nell’immaginario collettivo e nella memoria di tutti gli amanti del cinema sci fi (e non solo), un altro merito risiede nel perfetto cast, con alcuni attori reduci dal successo di TERMINATOR
(da Michael Connell Biehn a Bill Paxton fino al sintetico Lance ‘Bishop’ Henriksen), alla succitata Sigourney Weaver fino alla piccola e perfetta per il ruolo di Newt, Carrie Henn.
Da citare uno dei momenti più estremi e iconici del film, ovvero quando uno dei coloni, una donna, implora di essere ucciso prima della venuta al mondo dello xenomorfo nel e dal suo corpo. Una scena eccezionale che ben sintetizza l’anima claustrofobica, cupa e glaciale dell’intera pellicola.
In attesa del nuovo ed imminente capitolo della saga, il prequel ROMULUS, un re-watch in serie del capostipite del 1979, di questo ALIENS e anche del sottovalutato ALIEN³ di David Fincher, rappresenta una visione gratificante come poche, in quanto trattasi di una trilogia perfetta e unica nel panorama sci fi estremo del secolo scorso! Film clamoroso, oggi come allora!! VALUTAZIONE 5/5

H.E.

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