AMERICAN GUINEA PIG BLOODSHOCK (2016) di Marcus Koch

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Uno dei titoli più attesi del 2016, da parte di tutti gli appassionati del cinema estremo, è stato sicuramente il nuovo capitolo della serie americana GUINEA PIG. Stephen ci aveva colpito due anni fa con il primo capitolo, ‘American guinea pig bouquet of guts and gore‘, un torture freddo, secco e spietato, ovviamente ispirato ai famigerati e ormai storici GUINEA PIG giapponesi, tanto cari a Charlie Sheen, ma anche al super classico torture ‘Last house on dead end street’ di Roger Watkins, con maschere e fotografia sporca simili a quelle viste nel film diretto da Biro. Quest’ultimo, grande boss della Unearthed, decide di scrivere il nuovo capitolo, ma di lasciare la regia ad un personaggio leggendario del cinema indie, Marcus Koch (ROT, 100 TEARS).

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Il film, in B/W e quasi privo di dialoghi, vede un uomo subire delle feroci torture, sin dall’inizio, da parte di due presunti dottori: un taglio della lingua soft (se paragonato a quello di NIKU DARUMA), una serie di pugni sferrati violentemente da un omone barbuto che sembra spuntato fuori da un film di Ciprì e Maresco, ed una serie di martellate allucinanti al ginocchio destro del malcapitato. Dopo ogni tortura il pover’uomo viene trascinato in una stanza asettica, dove viene lasciato solo, quasi remissivo ed impotente alle torture subite. Gli autori del film, pian piano ed in maniera sapiente, iniziano ad inserire elementi destinati ad incuriosirci, come una mano semi nascosta dietro la parete, che inizia a scambiare dei ‘pizzini’ con il torturato. Da lì in poi, lo scambio dei foglietti tra i due e la successiva introduzione di questa seconda persona, una donna, inizia a dare struttura e forma a tutta la pellicola, rimanendo tuttavia su livelli buoni ma non esaltanti. Per colpire nel segno, e stupire lo spettatore, Biro deve aver passato parecchie notti insonni per trovare la giusta sterzata alla sceneggiatura, ma il risultato di tanta fatica probabilmente ha stupito anche lui. Dimostrando una grandissima cultura cinematografica, ed in particolare di quella giapponese del passato, dal quale qualche spunto potrebbe essere arrivato dai film ‘MADAME O’ e ‘VIOLATED ANGELS’, dove il cambio di tonalità, dal B/W al colore serviva a risaltare singole azioni funzionali alla trama principale. Senza scimmiottare nessuno, nella parte finale e decisiva della pellicola, veniamo catapultati nella scena più carica di passione carnale e cannibale forse mai vista finora in nessun film, accompagnata da un elettrico tema musicale, che ci colpisce forte quanto le torture feroci subite dai protagonisti. Applausi scroscianti anche al finalissimo, degno del miglior thriller, dove nulla viene lasciato al caso o in sospeso, quasi a voler ripagarci della pazienza avuta nella prima ora, bella da vedere ma senza particolari acuti, risultando alla fine indispensabile per sferrare il cazzotto decisivo nella seconda parte.

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Da sottolineare la grande prova fisica e recitativa dei due protagonisti principali, da oscar del cinema estremo. Un film robusto, innovativo ed originale, che soddisfa anche i palati cinematografici più esigenti, destinato a diventare il nuovo riferimento del genere torture ed estremo. Capolavoro dei nostri giorni! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

COMPLETO: AMERICAN GUINEA PIG BLOODSHOCK

DVD/BLU-RAY: AMERICAN GUINEA PIG BLOODSHOK

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