AMERICAN GUINEA PIG: THE SONG OF SOLOMON (2017) di Stephen Biro

Dopo aver inaugurato la sorella americana della celebre (ma non priva di difetti e con episodi imbarazzanti) serie giapponese estrema GUINEA PIG, nel 2014 con ‘Bouquet of Guts and Gore’, l’ormai celebre produttore della UNEARTHED Stephen Biro torna alla regia, con un film ambizioso nel tentativo di unire il gore e lo splatter, marchio di fabbrica della citata casa di produzione indipendente, ed il sottogenere horror dedito all’esorcismo e possessioni demoniache (risultato riuscito a pochissimi film, THE WAILING e MAL NOSSO per citarne un paio).
Un padre disperato di fronte alla possessione della figlia Maria, si suicida davanti a lei. La madre della ragazza, sempre più disperata, segue il consiglio di un assistente sociale: affidarsi alla Chiesa e far così intervenire i propri preti e sacerdoti esperti negli esorcismi. L’impresa finirà per diventare sempre più ardua e faticosa per la serie di preti inviati, destinati uno ad uno a fallire miseramente nei tentativi di esorcizzare la ragazza ….
Dopo il sorprendente secondo capitolo BLOODSHOCK diretto da
Marcus Koch, uno dei migliori torture.movie di sempre, siamo costretti a segnalare un brusco ed inaspettato passo indietro, dove il sopra indicato tentativo di coniugare due generi horror così differenti tra loro (gore/estremo e possessioni) finirà per crollare miseramente, minuto dopo minuto e scivolando in una trama esigua e banale (il ‘colpo di scena finale’ è di una tristezza infinita). Il tutto supportato malamente da una regia piatta e priva di dinamicità, location asettiche e prive di marciume degne di un esorcismo affogato nel gore, recitazioni tristissime ed effetti speciali lontani parenti di quelli apprezzati nei primi due capitoli, i quali appaiono prevedibili e telefonati, con rimandi (non credo voluti) a trashate made in Troma …. ma delle più becere.
A stonare completamente e lasciare attoniti sono le intenzioni estreme del regista e della sua squadra, che difficilmente collimano con i risultati. Vedere un Jim Van Bebber imbolsito ed impacciato, completamente fuori ruolo, in una scena trash che ricorda Horror in Bowery Street fa pena e non strappa nemmeno un sorriso. Quello che avviene successivamente è ancora peggio, con situazioni da film di serie Z che nel 2017/18 sono destinate a pellicole girate in cortile dagli amici provetti registi e non ancora maggiorenni.
Un film inconcepibile per chi ha apprezzato i primi due capitoli, capaci di omaggiare il cinema estremo del passato e di innovarlo con effetti gore all’avanguardia. Purtroppo anche il successivo capitolo di questa AGP saga, SACRIFICE, quello made in Italy, deluderà non poco le aspettative, in quanto troppo casereccio e sempliciotto. Peccato, questa serie estrema indipendente era partita benissimo grazi ai due poderosi torture sopa citati! Film bocciato sotto tutti i punti di vista! VALUTAZIONE 5/10

 

H.E.

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