APPLECART (2015) di Dustin Mills

 

Dustin Mills, regista indie ‘fai da te’, è un’autentica macchina fabbrica film (ha una media di 5 film realizzati all’anno) eclettico e bravissimo nel variare generi del cinema più estremo ed horror: bizzarro, neo-giallo, body horror, torture, erotico e grottesco.
Pur variando genere lo stile è inconfondibile, come la cerchia di amici e attori presenti nei suoi film, più o meno sempre gli stessi.
Nel 2015 realizza forse la sua opera più ambiziosa e di qualità, APPLECART, film antologico con quattro storie diverse e legate fra loro da un’unico filo conduttore: la violenza all’interno delle mura domestiche!
A rendere speciale ed originale la messa in scena delle storie sono alcune caratteristiche ben definite. Lo stile è simile ai film muti del passato, in particolare le musiche e la recitazione mimica sono un omaggio ai film degli anni ’20. Tutti gli attori indossano delle maschere, quindi l’assenza di dialoghi e di espressioni facciali costringe gli attori ad uno sforzo enorme, in quanto la mimica del corpo diventa l’unica forma d’espressione e comunicazione.

 

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Ultima caratteristica la mela, simbolo primordiale del peccato, unico alimento presente nel film. Ecco una sintesi dei quattro episodi:

“A SPECIAL FRIEND”
Un padre che non vuole avere più rapporti sessuali con la moglie, è ossessionato dalla sua unica figlia e finisce sempre per spiarla di continuo. Una sera un’amica della figlia decide pernottare presso la loro casa. Il padre, quando scopre che la figlia e l’amica sono fidanzate, inizia a spiarle morbosamente e finisce per masturbarsi….la reazione della moglie, quando lo scopre, sarà letale….

“CARETAKER”
Un vecchio disabile ha una nuova infermiera che lo assiste, una giovane e voluttuosa ragazza, la quale si rivelerà una bella bastarda, perché lo umilia, lo provoca sessualmente, lo ciba con la mela spappolata mista alla sua urina ed invita nella sua casa il proprio fidanzato, costringendo il povero vecchio a vederli mentre fanno sesso….riuscirà l’anziano a reagire?

“DAD”
Un padre molto religioso non approva il nuovo fidanzato della figlia, e vieta a quest’ultima di incontrarlo, umiliandola e picchiandola di continuo. Quando la ragazza scopre di essere incinta, avviene uno scontro durissimo tra il padre ed il ragazzo di lei….il finale della storia è raccapricciante…

“SOMETHING LET ME SHOW YOU”
La storia finale ruota attorno a un operaio che ha una cotta per una collega, ma non riesce a proporsi, causa la timidezza. La ragazza però non si presenta più al lavoro e lui inizia a preoccuparsi.
Dopo il lavoro fa visita ad un collega e scopre che l’aveva rapita e e l’ha segregata nella sua soffitta. La situazione evolverà in maniera del tutto inaspettata……….

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La violenza domestica sugli anziani, sulle donne e sui figli è una tematica delicatissima e senza scivolare nel gore, Dustin colpisce e fa centro, perché nel film la morte aleggia sempre nell’aria, e arriva inevitabile proprio come nella realtà, quando la ‘bestia umana’, nascosta alla vista dei più ma presente nel buio delle segrete stanze, spaventa e agisce come un virus letale.

 

Film che fa riflettere ed inorridire, sorridere ed incazzare, amare ed odiare la natura umana. Una delle opere indie più originali del 2015, ad alto tasso erotico e morboso, che mette in luce una violenza psicologica non meno estrema di quella fisica. Da recuperare e visionare. VALUTAZIONE 8/10

H.E.

COMPLETO: APPLECART

 

 

 

 

 

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