ARMADILLO (2010) di Janus Metz Pedersen

FOB Armadillo è un campo militare danese/inglese sito nelle vicinanze di Helmand in Afghanistan. Nel 2010 il regista Janus Metz Pedersen decise di seguire un plotone di militari danesi proprio nella loro vita militare all’interno del campo. Inizialmente seguiamo la serata prima della partenza, in Danimarca, con tanto di festa a base di alcool e spogliarellista. Il tono cambia drasticamente e diventa più serio il giorno dopo, alla partenza del plotone di giovani militari per l’Afganistan, con i saluti tristi e incerti ai propri cari all’aeroporto danese prima della partenza per la missione.

Per buona parte del documentario seguiamo la vita del campo. Addestramento, pattugliamento del perimetro, partite con giochi di guerra ai videogames e visioni di film pornografici. Ad attirare la nostra attenzione è senza dubbio il pattugliamento. Il difficile rapporto con la popolazione locale, avversa alla collaborazione ed impaurita da ritorsioni dei talebani in caso di aiuto ai soldati danesi. L’aria tesa ma in apparenza lontana dalla guerra cambia radicalmente nella seconda parte, dove la notizia della morte di tre soldati danesi durante una ronda di routine inizia ad alimentare la paura nel plotone. Da lì a poco assisteremo anche ai combattimenti in prima linea, con i bambini che corrono mentre fischiano le pallottole e uno scontro a fuoco con un gruppo di talebani finirà in una mattanza di corpi e frattaglie umane mostrate senza censura, senza dimenticare i soldati danesi feriti gravemente durante il conflitto a fuoco. I rapporti tra i soldati, tra i militari e la popolazione locale, spesso incazzata per aver perso i propri animali, mucche o pecore, durante i bombardamenti, metteranno in luce una visione della guerra dei nostri giorni senza filtro o pregiudizi, mostrando un fronte bellico anomalo e sconosciuto ai più. A conferma di questo, il rapporto con la stampa, destinato ad incrinarsi quando una voce anonima denuncerà un abuso di potere da parte delle forze militari nei confronti dei cadaveri talebani, uccisi nel conflitto sopra citato.

Lo stesso documentario, alla sua uscita in Danimarca, ha causato polemiche sull’effettiva utilità di un impiego militare danese nel conflitto afghano, ma il regista ha voluto il più possibile, era in prima linea durante il conflitto a fuoco, mantenere un distacco e una visione reale ed imparziale. Facile a dirsi difficile a farsi, perché il giudizio proprio e personale di un documentarista è sempre inevitabile, in particolar modo su un fronte caldo della guerra come quello in Afghanistan. Opera vera, cruda e reale. Da vedere! VALUTAZIONE 8,5/10

H.E.

ARMADILLO COMPLETO SUB ENG: PRIMA PARTE + SUBENG / SECONDA PARTE + SUBENG

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