AVIDA (2006) di Benoît Delépine & Gustave de Kervern

Weirdissima e stravagante commedia francese, sgranata e nera come la pece, condita da una miriade di personaggi stravaganti e situazioni assurde, che ricordano, non poco, TOTO’ CHE VISSE DUE VOLTE, il cinema di Alejandro Jodorowsky, di Luis Bunuel e quello, non poteva essere altrimenti in quanto presente come attore in un cameo, dello spagnolo Fernando Arrabal.
Un sordomuto addestratore di cani da guardia, sconvolto per la morte improvvisa del suo datore di lavora, inizia a girovagare senza meta in un mondo senza etica e morale, fino a quando incontra una banda male assortita di ladruncoli tossici e bislacchi. Assieme a loro mette in piedi un piano ardito e folle. Rapire il cane da compagnia di una donna molto ricca e in carne, Avida……

Solo caos almeno in apparenza, perché tra freaks, situazioni estreme oltre il grottesco e il non-sense, il colpo di scena finale riesce a regalare credibilità e robustezza a tutto il film, grazie ad uno stratagemma molto in voga nel cinema recente, ovvero il passaggio dal B&N al colore, solo ed esclusivamente per colpire nel segno e stupire in maniera decisa e improvvisa.
Una piccola opera d’arte cinematografica che omaggia l’arte stessa, nella sua essenza più pura e genuina, senza rinunciare alla stravaganza e trasgressione più estrema, tanto cara al leggendario John Waters e al suo PINK FLAMINGOS, citato e omaggiato senza dubbio in questo delirante film, che mostra, tra un abominio e un deliro, strane ed ambigue passioni per gli animali, vivi e soprattutto morti.  Se amate tutti i grandi nomi di registi, e film, sopra citati, la visione di AVIDA non è consigliata, ma ….. obbligatoria! VALUTAZIONE 8/10
H.E.
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