BEDEVILLED (2010) di Jang Chul-soo

Uno dei vertici del cinema estremo moderno ( e non solo) è rappresentato dal dittico di capolavori assoluti della Corea del Sud usciti nel 2010 e con tema principale la vendetta. I SAW THE DEVIL (Kim Jee-woon) e BEDEVILLED, due opere destinate ad ottenere il giusto riconoscimento con il tempo, come è successo per molti capolavori del passato, osannati oggi da critica e pubblico. Il riconoscimento c’è stato a livello internazionale, su questo non ci piove, ma ancora oggi quando vi è una componente di violenza eccessiva in un film, qualche ‘espertone’ di cinema ha il vizio di storcere ancora il naso. L’opera di Jan Chul-soo, pur avendo nella vendetta l’asse portante della storia, racchiude una moltitudine di tematiche delicate e scottanti, sociali e di altra natura, come l’amicizia, l’omertà e la fiducia. Si va dall’abuso dei minori ad un maschilismo snervante e di neanderthaliana memoria, appoggiato incredibilmente dalle donne più anziane presenti nel film. Protagoniste del film sono due donne, diverse per natura, ambizioni, aspetto fisico e visione della vita, interpretate in maniera superba ed impeccabile dalle attrici Seo Young-hee e Hwang Geum-hee .

Ecco la trama iniziale: Hae-won è una bella trentenne che lavora in una banca nel centro di Seul. La sua vità è zeppa di impegni fino al giorno in cui è testimone di un tentato omicidio e le cose sul lavoro si complicano. Quando la situazione le sfugge di mano è costretta a un periodo di vacanza e decide così di andare a Moo-do, una piccola isola dove, anni prima, si era recata a trovare i suoi nonni. Lì aveva conosciuto una ragazza chiamata Bok-nam, che ancora oggi le scrive di andarla a trovare, nonostante Hae-won non abbia mai risposto alle sue lettere. Quando arriva sull’isola è scioccata nel vedere che tutti trattano la sua amica Bok-nam come una schiava: essendo l’unica giovane donna sull’isola è di fatto la bambola da gioco degli uomini e la serva delle donne. Bok-nam ha provato più volte a scappare, senza riuscirvi, e ora chiede a Hae-won di aiutarla a fuggire portando lei e la sua bambina via dall’isola ……….

L’isola si rivelerà, man mano che si avanza con la visione, un micro mondo infernale, che rappresenta, racchiude e diventa lo specchio di decenni di abusi ed ingiustizie dell’uomo nei confronti della donna, dove quest’ultima viene vista come una schiava ignorante, da sfruttare ed abusare nel lavoro come nel sesso. Un maschilismo imperante che non guarda in faccia nessuno, nemmeno una bambina, la quale è una figlia senza padre, come si evince facilmente nella prima parte. Oltre a trattare egregiamente le tematiche succitate, il film, grazie ad una serie di personaggi rappresentati magnificamente, cresce in maniera prepotente, nelle emozioni e nella struttura. Il “padre” della bambina e “marito” di Bok-nam, il maschio alfa dell’isola, feroce, violento e senza cuore. Il suo compagno di merende, forse fratello o solo amico (anch’egli reduce forse di incesti o abusi in quest’isola fuori dal tempo), un uomo senza regole morali, pronto a sfogare i propri bisogni sessuali con la povera Bok-nam. La vecchia e spietata despota dell’isola che umilia continuamente Bok-nam, senza peli sulla lingua (esempio una leggendaria frase del film, indirizzata a Bok-nam: “Come fai a mangiare mentre tuo marito si fa succhiare il cazzo da una puttana”…..ci siamo capiti insomma :/ ).

Per giungere alla vendetta tanto attesa, il regista cala gli assi uno alla volta, passando dal dramma, e che dramma, nella parte centrale, ad un desiderio di rivalsa feroce e violento, causato dal tradimento, dall’omertà e da una disperazione interiore che solo una madre può provare. La messa in scena nella seconda parte è scritta con il sangue, sfociando nel gore/splatter più estremo, con immagini e sequenze visivamente spettacolari, che risultano piacevolmente eccessive ed allucinanti. La vendetta arriva implacabile e non è gratuita, ma partorita pian piano, dopo aver subito catastrofici eventi laceranti nell’anima e nel cuore da parte di Bok-nam. I ricordi d’infanzia delle due amiche/nemiche torneranno prepotenti in un finale anomalo, volutamente pesante, irreale e risolutore nelle scelta della vincitrice, la quale cambierà radicalmente, dopo questi eventi, la sua visione della vita. Memorabile l’ultima scena, dove il cambiamento di una delle due viene simboleggiato dalla forma dell’isola, poesia cinematografica d’alta scuola. Un capolavoro vero, autentico e poderoso dei nostri tempi, con una regia perfetta ed una messa in scena di valore assoluto. Impossibile lasciarsi scappare questa perla! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

COMPLETO + SUB ITA: BEDEVILLED + SUB ITA

I commenti sono chiusi.