BLACK ICE (2009) di Brian Hirschbine

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Evelyn è una ragazza apparentemente fragile che non trova pace in quanto è ancora vergine alla sua età. Per sopperire a questa grave lacuna si fa consigliare dal suo amico gay Chris.
Il suo amico non è però a conoscenza del suo mondo immaginario e parallelo, un specie di limbo etereo, vissuto da Evelyn, dove lei desidera di essere violentata e sodomizzata da un essere ultra terreno con sembianze metà uomo e metà animale, con al posto della testa un teschio di montone. Nel corso di un appuntamento occasionale con un uomo conosciuto in un bar, durante il tanto atteso primo rapporto sessuale, la mente di Evelyn, convinta di essere nel suo mondo fantastico, la porterà ad uccidere, decapitare ed evirare il suo partner occasionale. “SPOILER – Non contenta finirà per masturbarsi con la testa del decapitato ed utilizzerà il pene evirato per stuprare la prossima ed inconsapevole vittima, una donna – FINE SPOILER” .
In prede ad una confusione mentale e sessuale non indifferente ed incapace di distinguere il sogno dalla realtà, Evelyn inizierà un percorso fatto di sangue e morte per scoprire la propria natura…..

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Film semi sconosciuto di un altrettanto poco noto regista indie americano. Pur essendo un low bugdet il film non è privo di fantasia e situazioni gore allucinanti e perversioni, reali e sognate, da far impallidire la maggior parte dei film estremi più noti.
Musiche elettroniche mixate ad altre simil blues esaltano i momenti topici del film, dove il reale, con colori classici ma con un rosso predominate, si alterna al mondo immaginario, alternato dal colore verde e dalla forte caratterizzazione sessuale quasi zoofila e bestiale (il suo “compagno” dell’altro mondo, come scritto sopra, è di natura “mista” e difficilmente catalogabile, oltre ad essere inquietantissimo da vedere).

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Necrofilia, stupri violentissimi, sogni onirici, pericolosi e deviati, gore e molto altro ancora in un film indie imperdibile, dove qualche carenza, di recitazione e regia, risulta perdonabile e finisce per passare in secondo piano. La giovane protagonista è bravissima nella parte della psicopatica killer, e sembra perfetta, grazie alle anomale perversioni sessuali, a divenire la sposa ideale di HEADLESS, l’uomo con la maschera da teschio del film di Arthur Cullipher. La parte conclusiva è da “mal di testa” e ci costringerà a spremere le meningi per mettere a fuoco gli eventi finali. VALUTAZIONE 8/10
H.E.
 COMPLETO (no usbs): BLACK ICE
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