CHANNEL 309 IV-VI (2015) di Marco Malattia

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Secondo capitolo di una trilogia italiana porno-hardcore decisamente estrema, che vedrà nella primavera 2017, forse, il suo atto finale.
Se nel primo capitolo gli episodi all’interno dell’opera era ben distinti, in questo si accavallano tra loro, si sovrappongono senza lasciare tregua, in un vortice di sesso feroce di gruppo, in solitudine e con arnesi del “mestiere”, di luoghi sporchi e malsani che diventano il set di situazioni paradossali e provocatorie, con tanto di liquidi corporei in gran quantità. Come collante una musica martellante che unisce con frenetica e malsana ossessione tutte queste storie deliranti e deviate.

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Vediamo, tra le altre, donne masturbarsi con braccia di manichini che invocano alla musica metal, ragazze trattate come bimbe birichine e fasciate stile mummia nella faccia, con tanto di cambi improvvisi del pannolino, costrette ad ingoiare (e non solo) cucce dal contenuto alquanto sospetto. Altre ancora esibirsi, con maschere inquietanti, in piogge dorate destinate ad innaffiare i parchi cittadini. Questo e moltissimo altro ancora in questi frenetici episodi che alternano un bianco e nero sporco ad un colore opaco ma dal forte impatto visivo.

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Una pornografia sperimentale lontana anni luce dalla pornografia tradizionale, in quanto il sesso e la masturbazione diventano arredi e contorni di questo collage multiforme artistico e visivamente poderoso. Grandi protagoniste, più del precedente CHANNEL 309 I-III, sono le maschere (macabre), i passamontagna modificati e le fasciature facciali, inquietanti ed artisticamente riuscitissime.

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Nel finale un’anticipazione di un futuro lavoro del regista Marco Malattia, autore anche delle musiche, che vedrà probabilmente la luce nella prima parte di quest’anno.
Opera estrema senza gore, ma con body performance fisiche ed artistiche notevoli ed indimenticabili. Da vedere assolutamente per ampliare i propri orizzonti…..estremi! VALUTAZIONE 8/10

H.E.

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