CHANNEL 309 (VII-IX) del 2017 di Marco Malattia

L’ultimo atto (forse, perché il regista italiano non ha confermato o smentito) della serie CHANNEL 309, opera video-artistica unica nel panorama nazionale ed internazionale porno-hardcore. Se il primo lavoro (I-III) aveva stupito grazie ad un vitale ed innovativo mix a base di porno-hardcore, violenza e musica industriale, e il secondo (IV-VI) proseguiva su binari similari al primo, ma con maggiore qualità tecnica e prediligendo il colore al bianco&nero, la triade che completa questa sublime trilogia, ben distinta in tre differenti capitoli, si evolve e cambia pelle, almeno per quanto concerne i capitoli VIII e IX.

Il VII capitolo prosegue sui binari similari dei primi 6 capitoli, con sesso estremo sfrenato, clandestino e sporco, ambientato in luoghi disastrati e bui (si intravede perfino una chiesa nel finale), sempre o quasi in bianco e nero. Maschere e sex toys onnipresenti, trappole per topi usate come ganci su seni e labbra vaginali, sono il contorno ideale del trio composto dallo stesso regista e due ragazze voluttuose, procaci e sempre pronte a tutto. Anello di congiunzione con i precedenti capitoli la solita musica industriale, frenetica e martellante.
Con l’ottavo capitolo Malattia cambia terreno e perfino tecnica di ripresa, alternando sesso estremo a cielo aperto, dove i protagonisti indossano nuove maschere carnevalesche ed inquietanti, a nuove sequenze oscure di un rito pagano/satanico bagnato nel sangue mestruale con protagoniste solo donne. Proprio questo rito lesbo, forse la parte migliore, primitivo, selvaggio e con tanto di dildo di legno, appare deliziosamente esagerato, finendo per incuriosire e sconvolgere allo stesso tempo.
L’ultimo capitolo, il n. IX, alterna come il precedente due sequenze ben distinte, una a colori e una in bianco&nero. Ritmo sempre incalzante dove i nostri protagonisti si lasciano andare a sesso estremo e sfrenato con contorno una musica assordante e un volatile in putrefazione, pieno di larve e mosche varie.
Gli elementi nuovi proposti, maschere più cupe e macabre, un lavoro tecnico di maggior qualità estetica, ci regalano una frizzante vitalità e imprimono ritmo ancora più potente alla serie, evitando una rischiosa ripetitività con i capitoli precedenti. Notevole triade finale di una trilogia porno-estrema folle, spregiudicata e spericolata. VALUTAZIONE 8/10

H.E.

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