DARK NIGHT (2017) di Tim Sutton

Uno dei film più attesi dell’anno non delude, almeno in parte, le aspettative, mostrando una visione nuova del macabro genere “shooting drama”, che ricostruisce le stragi, scolastiche e non, con protagonisti adolescenti e ragazzi. POLYTECHNIQUE, ELEPHANT, ZERO DAY, KLASS sono solo alcuni dei film ispirati a tragici fatti di cronaca con sparatorie nelle scuole (Columbine nel 1999 e Montréal nel 1989). Tim Sutton, memore dei film succitati ed evidentemente affascinato da loro realizza film basato su una storia tragica, nessuna scuola questa volta, della storia americana recente, il massacro di Aurora in Colorado, Stati Uniti, dove alla prima proiezione sul grande schermo de “IL CAVALIERE OSCURO IL RITORNO” il ventiquattrenne James Holmes, entrando dalla porta di servizio, iniziò a sparare sulla folla indossando una maschera a gas. Morirono 12 persone e tantissime altre finirono all’ospedale in gravissime condizioni.
Sappiamo già dove andrà a parare il film, o forse no. Sutton evita di mostrare la strage, concentrandosi sulla giornata delle vittime e del carnefice. Una ragazza ossessionata dalla palestra e dalla bellezza, un militare, due commesse, due ragazzi amanti dello skateboard e un ragazzo controverso, chiuso e dal ghigno malefico. Sappiamo quasi da subito chi sarà il killer mascherato tra loro.

Ritmo lento ed incredibilmente robusto narra, con pochissimi dialoghi e lungi silenzi, la giornata che precede la strage, in uno stile anomalo per il cinema americano, almeno per quello più noto. Sembra di visionare un film di Ulrich Seidl oppure del nostro Roberto Minervini. Un taglio quasi documentaristico che ricorda moltissimo il bellissimo docu-film LOUSIANA del regista italiano, dove le armi, colonna portante della costituzione e società americana, sono onnipresenti. A sorprendere, grazie ad una regia assoluta e moderna, con immancabili cromature e luci al neon, accompagnata da musiche che avvolgono in maniera macabra tutti i protagonisti, è la violenza, che non si vede ma si respira in ogni secondo del film, destinata a fare capolino in un luogo cosiddetto di svago e sacro fino ad allora. Come citato in precedenza erano le scuole a divenire un inaspettato teatro di guerra, ora tocca al cinema, luogo di finzione e di fantasia unico ed appunto sacro.

Un film che lascia parecchio amaro in bocca, perché vediamo bambini e ragazzi che sognano un futuro speciale ma sappiamo già ahimè che non arriverà mai. Il killer non si dimenticherà facilmente, uno dei tanti, una persona comune come ognuno di noi. Siamo tutti potenziali assassini……se abbiamo accesso illimitato a pistole e fucili mitragliatori lo siamo ancora di più. Cover stupende del film di Nolan, naturalmente onnipresenti lungo tutto il film e le maschere, quest’ultime macabro presagio di morte. Film importante non destinato al grande pubblico che mostra un anello debole dell’invincibile, ora più che mai, nazione USA. Malessere, disagio, angoscia e paura di un mostro invisibile ma reale. Tutto questo è DARK NIGHT! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

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