DARK WATERS (1993) di Mariano Baino

Nel limbo oscuro del cinema horror italiano (co-produzione russa, inglese ed italiana) degli anni ’90, ecco spuntare fuori un’opera cupa e misteriosa con forti richiami a Lovecraft ed al cinema di Fulci, quello più misterioso ed occulto dove gli elementi naturali (acqua, fuoco, aria, terra) erano la forza trainante.

A malincuore questo DARK WATERS è, ad oggi, l’unico lungometraggio del talentuoso Mariano Baino, sceneggiatore e regista di diversi cortometraggi, anche recenti.

Dopo la morte del padre, la giovane Elizabeth, tormentata da terribili visioni legate alla sua infanzia, si reca in un monastero lugubre ed inquietante, situato in una piccola isola del Mar Nero, a cui il padre per anni aveva fatto cospicue donazioni. Sull’isola le suore che popolano il monastero praticano rituali omicidi nelle catacombe dell’edificio, nel nome di un misterioso culto demoniaco……..

Opera che vive e si alimenta di lunghe sequenze a forte impatto visivo che richiamano luoghi e tempi non contemporanei, quasi medievali, dove fuoco e sangue sono onnipresenti, pilastri assoluti della rappresentazione del male che alberga nell’oscuro e tetro monastero e nel cuore delle persone che vi abitano. Baino dimostra un’abilità rarissima nel gioco delle luci e soprattutto delle ombre, alternando sequenze apocalittiche da inferno dantesco ad altre da thriller italiano anni ’70, alimentando continuamente la curiosità dello spettatore, mostrando uomini (storpi e cechi) e donne (monache e veggenti) inquietanti e privi di umanità. Un perfetto connubio di religione e riti occulti senza mai sfociare nel fantastico poco credibile, privilegiando effetti speciali tradizionali e musiche fastidiose e minacciose.

Anche la virata sull’horror più tradizionale e fantastico nel finale non toglie smalto e lustro a questo piccolo gioiello (almeno per chi scrive, sicuro che molti nostalgici del cinema horror del passato lo apprezzeranno) non privo di elementi estremi e violenti, mai giustamente valorizzato e meritevole di essere affiancato ai migliori horror italiani del secolo scorso. Film affascinate ed originale pur masticando sotto generi del cinema horror abbondantemente saccheggiati. Da vedere assolutamente, fiduciosi di ritrovare Baino alle prese con un nuovo lungometraggio. VALUTAZIONE 8/10

H.E.

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