IL DEMONIO (1963) di Brunello Rondi

“Il film si ispira a un fatto di cronaca tragicamente recente. Tutto il complesso dei riti, delle formule magiche e anche delle crisi demoniache è scientificamente esatto e corrisponde alla realtà italiana. Equivalente a quella di altre parti del mondo”…questa è l’apertura di questo film italiano oramai storico, che affronta il tema della superstizione tanto caro al popolo italiano, non solo del passato. Ambientato in un piccolo paese della Basilicata dei primi anni ‘60, il film segue le vicende tormentate che ruotano attorno a Purificata, una ragazza con una salute mentale instabile, la quale è innamorata di un Antonio, promesso sposo ad un’altra ragazza del paese. Purificata, avvezza a particolari riti magici, fa il malocchio ad Antonio, il quale, esasperato e tormentato dalla bella Purif, aizzerà tutto il paese contro di lei, accusandola di stregoneria…….

Ci sono film primordiali che hanno segnato generi ed ispirato decine di opere a seguire. IL DEMONIO è uno di questi, se non proprio il primo a trattare il tema in chiave moderna della “possessione dal demonio” (vera o presunta), tale riconoscimento spetta a MADRE GIOVANNA DEGLI ANGELI (1961, Jerzy Kawalerowicz), almeno lo è in Italia, ispirando personaggi e storie di film successivi più o meno noti nel nostro paese (NON SI SEVIZIA UN PAPERINO di Lucio Fulci, ARCANA di Giulio Questi e moltissimi altri) e non solo (L’ESORCISTA di Friedklin, I DIAVOLI di Kurt Russel).
Il film, pur essendo affascinante a distanza di decenni, risente del tempo passato, con alcuni passaggi che lasciano a desiderare, ma il fascino della “strega indemoniata” raffigurata dalla bellezza magnetica di Daliah Lavi finirà per rapire e coinvolgere, inevitabilmente, lo spettatore dal primo all’ultimo minuto.

La visione cruda e selvaggia dell’Italia rude, misera ed ignorante, dove religione e superstizione hanno finito per avvolgere ed influenzare intere generazioni nel nostro bel paese. Tutte queste tradizioni della cultura contadina italiana, figlie della paura, vengono mostrate perfettamente nel film di Rondi, dove abusi, violenza e ottusità rappresentano l’anima nera delle nostre radici italiche, non solo meridionali.
Senza uso di effetti speciali particolari, alcune sequenze colpiscono ancora oggi, come quella della camminata stile ragno in chiesa, probabile ispirazione per Friedklin nel suo film più celebre, oppure quella del santone purificatore e guaritore del paese, il classico ciarlatano che sopravvive grazie all’ignoranza della povera gente, che abusa della pazza Purif in cambio appunto della sua purificazione dalla presenza del maligno e del malocchio.
Tutti i riti e le usanze mostrate nel film sono ricostruite sulla base degli studi etnologici del professor Ernesto De Martino, noto, all’epoca, etnologo, antropologo e storico delle religioni e tradizioni del nostro paese. Un film non privo di difetti ma avvincente e potente ancora oggi. Pietra miliare del cinema della paura! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

COMPLETO: IL DEMONIO

 

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