EL SICARIO ROOM 164 (2010) di Gianfranco Rosi

Messico. Jerez, cittadina messicana a ridosso della frontiera .
In una anonima stanza d’albergo avviene un incontro organizzato da Rosi, regista italiano, attraverso la mediazione del giornalista Christian Bowden (autore dell’articolo apparso su Harper’s Bazar che ha ispirato Rosi per questo doc), con un Ex Sicario del narco traffico messicano. Vestito di nero e con una retina dello stesso colore a coprirgli la faccia il corpulento uomo messicano inizia a descrivere, in maniera dettagliata, grazie all’uso dei ricordi ed un quadernone bianco e pennarello, il mondo dei narcos e dei trafficanti della morte messicani. In particolare dello stato-regione di Chihuahua, che confina con gli USA, crocevia della droga e di qualsiasi tipologia di traffico, dalle armi a quello umano.
L’ex Sicario racconterà nei minimi dettagli gli omicidi, le torture compiute e le ragnatele oscure che collegano il mondo dei narcos a quello della polizia e della politica.

Documentario con un solo protagonista, sempre ambientato in questa angusta stanza d’albergo (la n. 164), ostico ed ermetico all’inizio, ma poi, grazie ai vari aneddoti molto accurati sul passato del’uomo senza volto, anche noi spettatori riusciamo a fare il quadro della situazione, venendo a conoscenza di mali oscuri e violenza che sono ormai all’ordine del giorno in una zona tra le più brutali del mondo. Tosta e cruda la parte finale, quando il nostro Sicario mascherato (sembra un attore nato) racconterà gli ultimi tragici momenti della sua vita passata nel mondo dei narcos, dove la terra iniziava a scottargli sotto i piedi.
Un documentario crudo e glaciale che parte lento ma poi non ci molla più, lasciandoci smarriti, inorriditi e preoccupati a fine visione.
Notevole! VALUTAZIONE 8,5/10

COMPLETO SUB ITA: EL SICARIO ROOM 164

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