FACCIA DI SPIA (1975) di Giuseppe Ferrara

Un film che narra gli eventi quasi in stile ‘mondo movie’, in maniera frenetica e senza pausa, cercando di racchiudere in meno di due ore, fatti e misfatti del dopoguerra ad opera dell’americana C.I.A. (Central Intelligence Agency) in tutto il mondo, Italia compresa. Il regista non nasconde simpatie di sinistra con questo film, accusando esplicitamente la C.I.A. e gli USA di ingerenze negli altri paesi, in particolare Cile, Cuba, Guatemala, Bolivia e naturalmente l’Italia.
Alcuni passaggi del film sono discutibili (la morte di Che Guevara e l’ascesa al potere di Pinochet) e senza analisi approfondite. A stupire sono le sequenze inerenti le torture e sevizie alle quali assistiamo ad opera della C.I.A ed eserciti amici, alcune veramente brutali. Con amputazioni, angulle nelle vagine, ustioni, peni che si trasformano in micce ed altre torture estreme che, nonostante alcuni effetti speciali non impeccabili, fanno ancora oggi la loro sporca figura.

Accuse non troppo velate alla vecchia Democrazia Cristiana, legata a doppio filo con l’intelligence americana, concentrandosi sulla strage di Piazza Fontana a Milano, il caso Pinelli e l’omicidio Calabresi.
La narrazione spesso maccheronica viene salvata dalle succitate parti più estreme e violente delle torture. A causa di queste il film uscì nelle sale nel 1975 con il divieto VM18.
Il desiderio e la volontà di Ferrara di narrare una moltitudine di venti in poco tempo ha finito per togliere lustro a quest’opera, polemica e politicizzata, la quale necessitava di almeno una mezz’ora in più per raccontare e descrivere meglio alcuni eventi. Lontani dai migliori film estremi degli anni ’70 FACCIA DI SPIA è un film da vedere per comprendere non tanto gli eventi narrati, ma la particolare visione di Ferrara, condivisa da buona parte di italiani di quegli anni. VALUTAZIONE 7/10

H.E.

COMPLETO: FACCIA DI SPIA (selezionare italiano nel menu ‘audio’)

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