FOUND (2012) di Scott Schirmer

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Gli eventi del film sono narrati attraverso gli occhi di Marty, un dodicenne riservato, vittima dei bulli, amante dei fumetti e dei film horror. Un giorno scopre nella camera di suo fratello maggiore Steve, all’interno di una borsa da bowling, una testa mozzata di una donna di colore. Questo è solo l’inizio del film, peraltro ottimo per catturare la nostra attenzione. Scott Schirmer, sconosciuto ai più ma con all’attivo già diversi film indie e short (commedie e horror classici), dimostra una maestria eccezionale nell’amalgamare tante idee e storie già viste in passato nel genere horror, dallo slasher, al gore, ai film sui serial killer e toccando temi molto cari agli americani, come il bullismo, il razzismo e i drama familiari. Il colpo di genio sta nel dare vita ad un film nel film (HEADLESS), grezzo e con effetti speciali volutamente di ‘serie z’, posticci ed in apparenza improvvisati, divenendo la chiave che apre le porte dell’inferno nella famiglia di Steve e Marty. Il genietto indie Scott è strepitoso nel disseminare di indizi il film, dove nulla è lasciato al caso. Infatti le domande che ci poniamo a fine visione sono: ma perché solo donne di colore? Perché i genitori non si accorgono (come Marty) delle teste mozzate nella camera di Steve? Naturalmente le risposte sono precedenti alle domande.

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ATTENZIONE SPOILER
La madre, fulcro nevralgico della storia, conserva e custodisce gelosamente sotto il letto le lettere del suo primo amore. Quando Marty le trova, spontaneamente si chiede perché i suoi sono insieme se non sono innamorati. La risposta sta proprio nel padre, un ignorante che dimostra tutta la sua saggezza quando esamina il caso di bullismo subito da parte del figlio minore, colpevolizzando il ragazzo di colore, compagno di scuola e aguzzino di Marty (un indizio sulle influenze razziste di Steve). Come possono i due genitori accorgersi di quanto accade nelle mura di casa, se sono ciechi anche nelle piccole faccende domestiche e familiari? Se in casa vengono nascoste delle lettere, vecchie di vent’anni, al ‘capofamiglia’, figuriamoci delle teste.
Significativo il cambio di personalità di Marty, da vittima ad essere addirittura considerato un picchiatore incallito, da parte della madre, incapace di visualizzare in maniera chiara gli eventi (e mi collego a quanto scritto sopra), e dal religioso beota di turno, voglioso di ‘parlare’ a vuoto, solo per dare aria alla bocca. Il punto di svolta nel carattere di Marty, sta nel non voler diventare vittima anche del suo amico, David. Mentre stanno visionando segretamente da Steve la famigerata VHS “trovata” in camera di STEVE, accusato di essersela fatta sotto, reagisce in maniera decisa, mostrando l’ultimo trofeo del fratello, la testa mozzata del bulletto di colore che l’ha tormentato qualche giorno prima. Il quel momento Marty ha perso l’innocenza, passando nella sponda dei “cattivi” con il fratello. Il perdono da parte di Steve, quando scopre l’accaduto è dato dal riconoscimento da parte di quest’ultimo del cambio di carattere e personalità del fratellino, complice ed unico eletto nelle sua mente. Per quanto concerne la VHS, è semplice nella sua rozzezza quanto esaltante nella forma, dove gli omaggi al cinema horror, come quelli innumerevoli nella camera di Steve, si sprecano (La masturbazione con la testa della vittima riporta alla mente il mitico MANIAC di William Lustig, ma anche il più recente MURDER SET PIECES di Nick Palumbo). Bellissimo il titolo della VHS: “HEADLESS – A lost slasher film from 1978”.
Come scritto sopra, la fatidica videocassetta, rubata alla videoteca, risulta liberatoria per Steve, perché, non solo sfrena la sua vera natura omicida, ma gli permette di realizzare, forse, il suo sogno, intuibile nelle sequenze finali ed in particolare in due scene precise: la prima, quando assale la madre, e non nasconde, con una smorfia ed un’espressione di eccitazione perversa, l’imminente masturbazione con la testa di lei (purtroppo intuita dal piccolo Marty), probabile desiderio nascosto nella sua mente. La seconda è nel finale dove, uscendo dalla casa a fine misfatto, inizia a passeggiare per strada senza maschera a gas, quasi fosse una liberazione dal male che lo opprimeva. – FINE SPOILER

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Film devastante soprattutto dal punto di vista psicologico e drammatico, dove le scene gore sono sola la ciliegina sulla torta, di questo horror perfetto e destinato a far parlare di se molto al lungo. Data la complessità e l’enorme quantità di temi trattati, non riesco a paragonarlo a nessun film horror del passato. Il film è stato in congelatore per due anni, causa censura e problemi di distribuzione, ma poi finalmente, nel 2014 ha visto la luce. Nella versione UNCUT troviamo circa due minuti tagliati nella versione che circola online, mentre nell’ultima versione DVD/BR è presente l’episodio ‘Deep Dwellers’ (circa 10 min), la prima VHS visionata da Marty e David. Per anni, registi e media del settore, hanno scritto che i film horror non generano violenza, in questo film avviene l’esatto contrario. Il buon Shirmer ha quasi demolito, con un solo film, tante lotte e fatiche del passato 😀 . Per chi scrive è l’indie horror perfetto, dalla sigla a fumetti, alla creazione della VHS (la quale darà vita ad un vero proprio film nel 2015, HEADLESS di Arthur Cullipher, effettista di FOUND, ma questa è un’altra storia), alla perfetta caratterizzazione di tutti, ma proprio tutti, i personaggi del film, primari e secondari. Gioiello destinato ad incrementare il proprio valore nel tempo. Trovato, “Found”, il mio horror! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

COMPLETO SUB ITA: FOUND

BLU-RAY: FOUND

 

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