GIRL LOST (Nowhereland) del 2016 di Robin Bain

“L’età media di chi entra a far parte del mercato del sesso negli USA è tra e 12 e i 14 anni. 325.000 bambini negli USA, ogni anno, rischiano di diventare vittime di sfruttamento sessuale “Queste sono le inquietanti e raccapriccianti parole di presentazione di questo indie drama americano, il quale mira a mettere in luce il mondo squallido della prostituzione che alberga nei confini e nella periferia della luccicante Hollywood. Sarah è una ragazzina quindicenne figlia di una prostituta, Kim, disperata, senza soldi e sempre al verde. La speranza della madre, che non conosce altro mondo se non quello della prostituzione, è di avvalersi della figlia per risollevarsi economicamente. Senza scelta e opportunità alcuna, Sarah, che soffre di istinti suicidi ed è dipendente dalla cocaina, è costretta a vendere corpo e anima per sopravvivere in un mondo più simile all’inferno che al paradiso già percorso dalla madre prostituta …. Robin Bain (nel film è la madre di Sarah), pur non avendo una regia virtuosa e ricca di dinamismo, non esita a mostrare tutta il marciume che avvolge il mondo della prostituzione, minorile e non, dove tutto corre alla velocità della luce e non permette, a chi è nato e cresciuto in questo contesto, alcuna via di fuga e soprattutto di uscita. Complice l’apparenza di soldi facili e veloci, il mondo di Sarah presenta qualche pallido barlume di speranza rappresentato dal ragazzo figlio del tossico che ospita lei e sua madre, il quale non conosce (anche lui) nessun mondo al di fuori di quello dell’illegalità ma almeno ne è consapevole dell’inevitabile autodistruzione. La pellicola non esita mai a mostrare violenza, sadismo e uso della forza, fisica e soprattutto psicologica, degli sfruttatori di turno di Sarah, che si tratti della madre o di losche figure senza scrupoli, incapaci di concepire un contesto sociale differente da quello in cui sguazzano e prosperano. La recitazione, considerato che si tratta di attori perlopiù sconosciuti, è più che discreta. Lo stesso vale per i dialoghi, mai banali e spesso significativi, come quello tra Sarah e la madre dove quest’ultima la esorta a non commettere i suoi stessi errori, come ad esempio vendere a buon prezzo il suo corpo. GIRL LOST è un’opera dura e cruda che non punta a moralismi e buonismi di facciata, previlegiando una rappresentazione di quanto narrato quanto più possibile alla realtà di un’adolescente come Sarah, costretta a vendere il suo corpo per vivere o …. per morire! Uno dei migliori film recenti relativi alla prostituzione minorile!! VALUTAZIONE 3,5/5

H.E.

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