IL GRANDE SILENZIO (1968) di Sergio Corbucci

Nell’epoca d’oro del cinema western italiano vedeva la luce una delle massime opere del genere ad opera di Sergio Corbucci, un gigante del nostro cinema. Se già un pio di anni prima aveva stupito tutti con il mitico Django interpretato alla grande da Franco Nero, Corbucci non rinuncia alla sana violenza dell’ovest americano ottocentesco, abbandonando le polverose location desertiche preferendo un’ambientazione nevosa, cupa e senza speranza, come pochissimi avevano osato fino ad allora, considerando poi che il genere western negli anni ’60 era sacro e lo spettatore desiderava solo eroi senza macchia e paura. Verso al fine dell’800, in un ambiente innevato che anticipa, per atmosfere e degrado, di un decennio il genere post-apocalittico, si muovono i protagonisti di questa storia. Silenzio, un pistolero muto armato di una Mauser “BROOMHANDLE” è noto nella zona per il suo oscuro passato, il suo silenzio, appunto, per la sua velocità nel colpire e per la punizione riservata ai suoi nemici, ovvero l’esplosione dei pollici dei suoi avversari, impossibilitati ad impugnare una pistola in futuro…se non muoiono subito dopo aver incontrato silenzio. Il suo futuro antagonista nella storia è Tigrero, un bounty-killer (cacciatore di taglie), singolare, lingua tagliente e senza scrupoli. Henry Pollycut, viscido proprietario dell’emporio di Snowhill, con il quale ricatta i poveri disgraziati del piccolo paese di montagna, costringerli a divenire dei fuorilegge. Tra questi vi è il marito della bellissima Pauline, costretta a divenire vedova quando Tigrero ucciderà suo marito. Il nuovo sceriffo di Snowhill, un uomo grezzo ma risoluto, non vede di buon occhio i bounty killers, speranzoso di vedere andare a buon fine un’amnistia di tutti i fuorilegge della zona, ormai ridotti alla fame ed allo sbando nelle montagne che circondano Snowhill, causa anche della caccia furiosa nei loro confronti da parte di Tigrero e degli altri cacciatori di taglie. Quando Pauline ingaggerà Silenzio per uccidere Tigrero, anche l’oscuro passato del taciturno killer su commissione tornerà prepotentemente a galla e lo scontro tra lui e Tigrero sarà senza esclusione di colpi e…ne resterà vivo soltanto uno…….

Se la neve è la grande protagonista ambientale, ad esaltare il resto del film è sicuramente l’odioso Tigrero, interpretato divinamente da Klaus Kinski. Un cattivo maledetto che ti pugnala alle spalle dopo averti stretto al amano con un sorriso. Un cappellaccio da prete ed una sciarpa da donna arricchiscono la sua figura meschina e senza pudore alcuno, uno uomo crudele che crede in un solo dio, quello del denaro sporcato di sangue. Il suo antagonista costretto dal suo mutismo rischia di sopperire miseramente di fronte a tale figura prepotente e selvaggia. A interpretarlo Jean-Louis Trintignant, famoso ai più per aver affiancato Gasmann nel celebre IL SORPASSO di Dino Risi. Tutto il resto del cast, molto corposo, è praticamente perfetto, perfino il gigante Mario Brega, nel ruolo della spalla del marcio Henry.

Un ‘revenge movie’ quasi noir, violento e cattivo che intreccia diverse vendette nel corso della storia e con un codice d’onore, e disonore, non scritto simile a quello dei samurai giapponesi del medioevo. Ed è appunto il più grande film del genere che IL GRANDE SILENZIO ricorda, quel mostro di film di Masaki Kobayashi, HARAKIRI del 1962. Un film sulle ingiustizie non solo della ‘strada’, ma anche dei potenti e politici di turno che giocano con i miserabili come fossero pedine di una partita di scacchi. Impossibile non citare un filo conduttore che separa questo film da un altro grandissimo film western recente, THE HATEFUL EIGHT di Quentin Tarantino. Il quale non solo ha preso be più di un’ispirazione dal film di Corbucci (gli omaggi e citazioni si sprecano nel film del regista americano), ma le musiche dei due film, ad opera del gigante Ennio Morricone rappresentano qualcosa di magico, unico e spettacolare, per gli occhi, il cuore e l’anima. Molto più di uno “spaghetti western” e di un ‘revenge movie’, IL GRANDE SILENZIO è un film immortale, dalla regia poderosa, destinato ad emozionare oggi come allora e anche, per fortuna, le generazioni future. Il finale è una mazzata unica che lascia l’amaro in bocca e fa stringere i pugni. Unico! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

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