GRAVE (RAW) del 2017 di Julia Ducournau

Uno dei film più attesi del 2017 non ha, almeno per chi scrive, deluso le aspettative, soprattutto perché è un film semplice in apparenza (ma complesso nei contenuti), elettrizzante, ironico e con qualche picco estremo di gore, a volte inaspettato, sempre piacevole da vedere in un film di qualità. Perché RAW/GRAVE è un film realizzato bene, senza virtuosismi fuori luogo o funambolismi di regia ambiziosa inutili e presuntuosi.
I momenti di stanca e noia, pochi per fortuna, ci sono, ma finiscono nel dimenticatoio a fine visione grazie ad una crescita continua della storia fino all’epilogo finale.
La trama ruota attorno a Justine, una sedicenne vegetariana e figlia di veterinari che inizia, percorrendo le orme di famiglia, la scuola veterinaria, ritrovandovi la sua sorella maggiore.
Come in ogni istituto dormitorio che si rispetti il nonnismo la fa da padrone. Dopo una serie di innocui e divertenti scherzi il limite viene passato quando costringono Justine a mangiare carne. Lo shock mentale e fisico sarà letale e fatale, trascinando Justine in una discesa carnivora senza freni e inarrestabile….

GRAVE è un film che cresce piano piano e lentamente ma in maniera costante, senza soffocare lo spettatore alternando tematiche importanti (la perdita dell’innocenza in adolescenza o problemi legati all’alimentazione) ad altre a tinte horror (cannibalismo, necrofilia e l’autolesionismo) fino a giungere a sottili linee guida familiari spesso invisibili ma inevitabili. Senza anticipare nulla di importante e rilevante della seconda parte, il punto nevralgico del film è sicuramente il rapporto tra Justine e sua sorella, che non rientra mai nell’odio/amore ma piuttosto nel desiderio represso della consapevolezza della propria umana, animale e anche femminile nel loro caso.
Musiche mai invadenti ma maledettamente incisive non sono mai fuori luogo (con pure una sorpresa italiana), come non lo sono alcune sequenze con protagonisti gli animali (alcuni very shock), inevitabili in una scuola veterinaria, fondamentali per non farci perdere contatto con la realtà.

Un film frizzante e brillante che prosegue quel filone estremo di film con protagoniste al femminile inaugurato da SAFE, proseguito poi con DANS MA PEAU e consolidato negli ultimi anni da film come THE NEON DEMON, EXCESS FLESH, STARRY EYES e simili, dove ossessione, ‘fame’, desideri e dipendenze pericolose, quasi quanto quelle di un tossicodipendente (impossibile non pensare a TRAINSPOTTING durante una sequenza) , padroneggiano alla grande nella mente e soprattutto nel corpo della protagonista di turno. Garanzia di qualità la presenza di Laurent Lucas nei panni del papà di Justine, indimenticabile protagonista di CALVAIRE e ALLELUIA di Fabrice Du Welz.
Un ‘neo horror’ che, pur ispirandosi a molteplici film francesi e non solo del passato, vive di luce propria e destinato a raccogliere consensi nel popolo di appassionati dell’estremo cinematografico.
Regia efficace, recitazioni importanti e alcune scene memorabili (quella della ceretta è indimenticabile) promuovono GRAVE nella lista “top estremi del 2017”! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

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