GUT (2012) di Elias

Bombardati da decine di “snuff movies” (film dove vengono mostrate torture che culminano con la morte della vittima) principalmente in versione “found footage” (SNUFF 102, MAKING OFF, AUGUST UNDERGROUND e tantissimi altri) il misterioso regista Elias sforna un film semplice nella regia, normale e non azzannata da alzheimer, con inquadrature lineari, pulite e asettiche, ma con al centro della storia proprio una serie di video snuff. Seguiamo la vita molto banale e senza scossoni di Tom. Sposato, padre di una bambina e soffocato da un lavoro monotono e senza prospettive, mentre il suo unico amico, Dan, è un trentenne ancorato perennemente alla vita da teenager, fatta di party noiosi da nerd e film horror old school. Tom ogni giorno che passa diventa sempre più distaccato dalla realtà e da quelli che lo circondano. Dan pensa di avere la soluzione: un misterioso video che Tom deve vedere per credere. Quando Dan glielo mostra, Tom rimane turbato, inondando la sua mente con immagini e desideri inquietanti………

GUT è un film indie in tutto e per tutto, dalla recitazione non brillante, anche se efficace, inquadrature statiche, ritmo lento e calmo e tantissimi dialoghi nonostante i diversi frangenti caratterizzati da lunghi silenzi. Ad eccellere nel film sono proprio i filmati snuff e in parte l’evoluzione di Tom a seguito degli avvenimenti che lo coinvolgono. I video delle brutali torture/operazioni chirurgiche, degne del migliore patologo, sono realizzate perfettamente e molto realistiche, in un ambiente perverso ma asettico in stile “LA PELLE CHE ABITO” di Almodovar. Niente marciume e sporco durante le abominevoli recisioni e sventramenti, ma ordine e freddezza regnano incontrastate.
Non è tutto ora che luccica, in quanto il film poteva durare almeno una ventina di minuti in meno e la sceneggiatura in alcuni frangenti e nella parte finale, nonostante una sequenza shock, appare scontata e poco brillante. Il pregio, oltre al quelli citati in precedenza, è sicuramente la coerenza di stile, nella presentazione della paranoia e paura di Tom nella curiosa morbosità della morte, da parte del regista, dal primo all’ultimo minuto, nel mostrare gli eventi e personaggi annessi. Un horror estremo e scioccante senza infamia e con qualche lode. VALUTAZIONE 7/10

H.E.

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