HARAKIRI (Seppuku) del 1962 di Masaki Kobayashi

Agli inizi del XVII secolo, la pacificazione violenta del Giappone ad opera dello shogunato, ha provocato la caduta di molti signori della provincia e la conseguente creazione di un esercito di rōnin (samurai caduti in disgrazia) privi di impiego e costretti a muoversi verso le città. Nel 1630, uno di questi, Hanshiro Tsugumo, si presenta alle porte della casa Iyi, nei pressi della città di Edo. Al cospetto dell’intendente della nobile famiglia chiede che, data la situazione di disgrazia e miseria in cui è caduto dopo la caduta del signore di Geishu, gli sia concesso, nella dimora, un luogo in cui compiere onorevolmente seppuku (termine giapponese che indica un rituale per il suicidio in uso tra i samurai). Con l’intenzione di dissuaderlo, l’intendente gli narra della sorte di un altro ronin, Motome Chijiiva, presentatosi qualche tempo addietro con la stessa richiesta…………

Film destinato all’immortalità (come altre pellicole giapponesi degli anni ’60), che ti cattura piano piano, per strapparti prima il cuore e poi colpirti l’anima nel profondo. Colori? Non servono, perché il bianco e nero giapponese dell’epoca è talmente vivo e magnetico che ti catapulta in maniera sublime nel fantastico, ma anche tragico, medioevo nipponico. L’opera di Kobayashi va decisamente oltre la ricostruzione storica, perché questo film rappresenta, più di ogni altro, il ‘disturbing drama’ perfetto. L’azione, presente in alcuni frangenti, è solo la cornice, ma il dramma della famiglia disonorata ed impotente ne è il cuore, che ti colpisce allo stomaco, senza mai forzare e con una maestria cinematografica mai vista. Il nostro protagonista principale è spettacolare nella caratterizzazione del suo personaggio, con quel ghigno amaro nella seconda parte, che ti costringe ad ammirarlo ed imitarlo durante la visione. Non meno importante dell’aspetto emotivo è la contrapposizione deboli/potenti, evidenziata anche dalle varie geometrie presenti all’interno di molte scene, con la fortissima critica al potere e l’inevitabile sconfitta del più debole, che però riesce a soccombere con dignità, capovolgendo tutto, seppur con la morte e quindi solo in maniera momentanea. Rilevante anche il processo di rivalutazione della figura del samurai. Prima di questo film idolatrata e circondata quasi da un alone mistico, ora mostrata in tutta la sua umanità, in tutte le sue contraddizioni e mostruosità.

Merita di essere citato anche il bellissimo remake del 2011 ad opera di Takashi Miike, il quale sfodera uno dei suoi film migliori. HARAKIRI è un film universale e contemporaneo, anche se ambientato nel medioevo nipponico. Oltre il capolavoro! VALUTAZIONE 10 e lode

H.E.

COMPLETO SUB ITA: HARAKIRI + SUBITA

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