IN HER SKIN (I AM YOU) del 2009 di Simone North

Intenso, disturbante e malato come pochissimi altri film del cinema australiano, tanto amato da noi estremi. Il film si ispira ad una storia vera avvenuta verso la fine degli anni ’90 a Victoria, Australia, ovvero la scomparsa della quindicenne Rachel Barber.
Una sera il padre di Rachel sta aspettando la figlia alla fermata dell’autobus. Quando non la vede arrivare inizia a preoccuparsi, coinvolgendo familiari ed amici nella ricerca, fino ad arrivare alla denuncia della sua scomparsa alla polizia.
Successivamente seguiamo le vicende 4 anni prima della tragica scomparsa, ed in particolare della vicina di casa Caroline, una ragazza sovrappeso e con diversi disturbi mentali, gelosa ed invidiosa della bella vicina di casa Rachel….

IN HER SKIN racconta in maniera semplice un fatto di cronaca che ha sconvolto l’Australia a fine secolo scorso. Impressionante la prova recitativa da parte di Ruth Bradley nei panni di Caroline, vera forza trainante del film, protagonista di sequenze disturbanti , violente e sconvolgenti da far tremare i polsi.
La regia non è superlativa ma il cast di prim’ordine (Guy Pearce, Sam Neill, Miranda Otto) da solidità e credibilità a tutta la storia, che ruota attorno alla succitata Caroline.
Se conosciamo la storia vera sappiamo giù dove andrà a parare il film, ma lo shock è assicurato, grazie ad sequenza estrema e barbara alla SNOWTOWN (2011, Justin Kurzel), impossibile da dimenticare. Un film che anticipa tematiche e situazioni di film estremi più o meno noti al grande pubblico, come EXCESS FLESH (2016, Patrick Kennelly) e THE NEON DEMON (2016, Nicolas Winding Refn), dove l’invidia e la ricerca ossessiva della bellezza finiscono per divenire mali oscuri incurabili.
Se amate i dramma disturbanti senza lieto fine allora IN HER SKIN è imperdibile. Fa male…..parecchio male! VALUTAZIONE 8,5/10

H.E.

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