HERE ALONE (2017) di Rod Blackhurst

Uno dei film più attesi del 2017 non ha deluso le aspettative, sorprendendo in positivo per l’originalità nella semplicità mostrata nel descrivere, partendo da lontano, l’istinto materno, in questo caso della protagonista, che prevale su tutto.
Realizzare un ‘disturbing drama’ horror (con morti viventi/infetti) profondo e credibile ai giorni nostri è impresa ardua, infatti l’unico film paragonabile a HERE ALONE è quel capolavoro nipponico di MISS ZOMBIE (2014, Sabu).
Il film segue la quotidianità di Ann, una donna sola nel bosco, che raccoglie la propria urina in un secchio, caccia gli animali selvatici e si cosparge di escrementi e fango quando va a caccia di qualche cibo in scatole nei villaggi vicino al bosco.
Parallelamente seguiamo il suo passato con dei flashback, e la vediamo in fuga dalla città, con il marito e la loro bambina ancora neonata, a causa di un’enorme infezione che trasforma le persone infette in cannibali zombie impazziti.
Quando Chris e Olivia, patrigno e figliastra fuggiti e malconci dall’apocalisse di infetti, incrociano la strada di Ann, i ricordi si mescoleranno al presente, in un vortice di gelosie e dolore unico ed inarrestabile……..

Primo lungometraggio di Rod Blackhurst (co.regista del recente documentario Amanda Knox), bravissimo nel dosare i colpi di scene e le macabre rivelazioni sul passato di Ann, destinate a crescere con l’avanzare del film fino a giungere nel finale ad una delle scene più toccanti e strazianti del cinema horror recente.
A metà strada tra il post apocalittico THE SURVIVALIST (2015, Stephen Fingleton) e il succitato MISS ZOMBIE, il film non sfocia mai nell’esaltazione e nei stilemi del genere zombie-movies tanto cari ai fans di Romero e nemmeno ai poderosi ed esagerati film asiatici TRAIN TO BUSAN (Yeon Sang-Ho) e I AM A HERO (Shinsuke Sato) che hanno fatto brillare gli occhi agli horror maniaci amanti dello splatter e delle sequenze action con centinaia di infetti incazzati.

Il film si può dividere in tre parti, tenendo conto anche dei continui flashback.
La prima vede la presentazione di Ann, solitaria e dagli occhi tristi ma tenace nel restare in vita ad ogni costo. Nella seconda la presentazione di Chris e Olivia con la conseguente convivenza (di un trio pronto ad esplodere), non priva di difficoltà, con Ann. L’ultima è quella che chiude il cerchio e svela i misteri sul passato di Ann, trascinandoci a fondo con lei in una tragedia annunciata ma imprevedibile nella forma.
Fenomenale la rappresentazione della natura umana quando regredisce allo stato primitivo e naturale, in questo caso un’apocalisse zombie ma potrebbe essere benissimo una crisi energetica o catastrofe naturale. L’istinto materno, cardine del film, le gelosie, le invidie e naturalmente l’istinto di sopravvivenza sopra ogni cosa.
Regia semplice ma curatissima e maniacale, supportata da rumori e suoni ossessivi e ripetitivi (un fischio e le urla degli infetti).
Inutile gridare a rivoluzioni del genere ma difficile trovare nel passato film americani e forse anche europei cosi profondi e drammatici nel sotto genere horror dedicato agli zombie e infetti.
Se amate i dramma disturbanti HERE ALONE vi riempirà il cuore dopo averlo frantumato. Nuovo capolavoro horror, senza se e senza ma’! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

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