HOLY HELL (2016) di Will Allen

Il Buddhafield vi salverà…o forse no!!! Uno dei desideri più grandi di milioni di fedeli in tutto il mondo è vedere la nascita del loro adorato culto o religione, ma soprattutto la vita privata ed intima del loro profeta. Purtroppo per il regista di questo documentario, ma per fortuna nostra, vediamo la nascita di un misterioso culto, il succitato Buddhafield, l’adorazione del messia di turno, tale Michel, e la difesa totale da parte dei propri seguaci/discepoli del loro profeta. Questa è in sintesi la prima parte perché la seconda esploderà come una bolla di sapone, amara e scioccante per molti dei seguaci del dio in terra Michel, tra i quali il regista di questa straordinaria opera.

Will Allen documentò dall’interno l’adorazione per uno dei tanti profeti americani degli anni ’80 che promettevano la conoscenza totale in cambio della fedeltà assoluta. Convinto da sua sorella maggiore Will Allen trovò nella comunità capitanata da Michel, un uomo sicuro di sé, una nuova famiglia in quanto allontanato dalla sua quando quest’ultima scoprì che Will era gay. Will e sua sorella trascinarono anche la sorella minore in questa comunità in apparenza perfetta che regalava gioia, felicità ed illuminazione divina. In cambio di tale conoscenza Michel chiedeva devozione totale, di rinunciare alla proprietà privata, ad avere eventuali figli ed al sesso. Se la prima parte, grazie ai filmati originali ed interviste odierne ai seguaci di un tempo, mostra un vero paradiso in terra, nella seconda la vera natura (compreso il passato del ballerino, ex attore porno gay, narcisista, manipolatore, sanguisuga, bugiardo e chi più ne ha ne metta) di Michel, tutt’altro che pacifica e accomodante con i suoi fedeli, destinati, i maschi, a subire abusi ed umiliazioni in privato, beffandoli una seconda volta con terapie manipolatrici ben retribuite dagli stessi abusati.

Il documentario segue un arco temporale non indifferente di questo bizzarro culto, che inizia a metà anni 80 per concludersi ai giorni nostri. Se inizialmente questa comunità capitanata dal prode Michel si era stabilita in California, poi fini per stabilirsi in Texas a poche miglia da Waco, nota in tutto il mondo per un assedio da parte della polizia alla setta religiosa dei ‘davidiani’ con a capo il folle David Koresh, in cui persero la vita 76 persone. Il parallelo tra le due sette viene sfiorato nel documentario e citato dallo stesso Michel, il quale se da una parte si dissociava da tale culto dall’altra ne sembrava lusingato.

La violenza psicologica, da parte del capo Michel, presente nei vari filmati spesso è più aberrante di quella documentata nei vari filmati di Will. Il passaggio da amore incondizionato ad odio profondo rappresenterà, per i suoi ex-seguaci, un amaro risveglio e la consapevolezza di aver bruciato decenni della propria vita in cambio di niente, anzi peggio, della privazione quasi totale della propria individualità e ragione. Il furbone Michel è riuscito ad emigrare e ricostruirsi una nuova comunità di nuovi fedeli alla Hawaii (mica scemo) con nuovo nome e dove vive tutt’ora. Il finale ci lascia senza dubbio molte domande raccapriccianti e poche risposte ragionevoli, sul perché la mente umana sia così fragile e necessiti costantemente, la storia insegna, di guide spirituali o politiche dal dubbio valore e spessore umano. Questo non giustifica il santone di turno ma la storia vista nel documentario appare simile a tantissime altre già viste, più o meno estreme. Un monito per il futuro, di diffidare dai santoni e profeti, anche se sono culti ben radicati da decenni o peggio ancora da centinaia d’anni, perché il confine tra inferno e paradiso è invisibile e pericoloso! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

COMPLETO (no subs): HOLY HELL

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