IL MERCENARIO (A PROFESSIONAL GUN) del 1968 di Sergio Corbucci

‘Salve Ricciolo, ci si vede ancora ma …. forse per l’ultima volta!’Sergio Corbucci, nell’epoca d’oro dei film western all’italiana e dopo aver diretto due capolavori del genere come DJANGO e IL GRANDE SILENZIO, sfornava nel 1968 una pellicola più avventurosa, rocambolesca e meno cupa di quelle citate ma non priva di momenti epici, violenti e d’azione serrata. Primi anni ’10 del secolo scorso, sul confine tra Stati Uniti e Messico. Per combattere il proprietario della miniera per la quale lavora, Paco, un messicano furbo, sclatro e scanzonato, assolda il cinico e opportunista mercenario Kowalski, soprannominato semplicemente ‘Il polacco’ (il ‘mercenario’ del titolo). I due stringono un patto: per duecento dollari al giorno il mercenario aiuterà Paco a fare la ‘rivoluzione’. Ai due si unisce una donna: Columba, la quale innamoratasi di Paco, lo mette in guardia contro l’avidità di Kowalski. Molti guai e problemi si prospettano per loro all’orizzonte, tra i quali il feroce pistolero ‘Ricciolo’, un dandy desideroso di vendicarsi dei due, colpevoli di aver ucciso il suo compagno in precedenza …..Il film inizia in un’arena di tori assolata e goliardica, dove nani e un pagliaccio intrattengono il pubblico per divertimento. Due di loro, il clown e un pistolero hanno un conto da regolare. Inizia così questo dinamico western in grado di alternare ironia e cattiveria in maniera brillante e mai banale, nemmeno quando Franco Nero, il polacco, e Tony Musante, Paco, finiranno per camuffarsi ad un festa o si scontreranno in un scazzottata balorda tra galline, fango e maiali per ‘vincere’ Columba, interpretata dalla bellissima e sempre eccezionale Giovanna Ralli. Se la pellicola non delude mai, nemmeno quando si accartoccia su battaglie surreali da guerra mondiale (ci sarà perfino un’aereo armato di bombe), l’apice sarà raggiunto dal duello nell’arena (che ha reso celebre questo film in tutto il mondo) e che ha influenzato come pochi altri Quentin Tarantino per diversi suoi lavori, in particolare KILL BILL e DJANGO UNCHAINED. Un duello epico e immortale, reso grandioso dalla musica originale di Ennio Morricone (da pelle d’oca), dalle espressioni rocciose e ricche di emozioni del gigante Jack Palance, con un epilogo finale (del duello) che non ha nulla da invidiare a quelli leggendari targati Sergio Leone.Oltre a questo, ci saranno altri scontri memorabili e degni di nota (quello alla sala da giochi con epilogo micidiale è fenomenale), che finiranno per caratterizzare le varie anime (da quella proletaria a quella cinica, senza dimenticarne una perfino religiosa) della pellicola e dei suoi 4 protagonisti principali. Imperdibile! VALUTAZIONE 4/5

H.E.

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