IL PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO (1974) di Francesco Barilli

Il cinema italiano dei tempi d’oro e più amato dal popolo estremo, quello degli anni ’70, rappresenta una miniera d’oro ed un pozzo senza fondo di perle assolute e potenti ancora oggi, anche a distanza di 40 anni. Tra le tante meraviglie cinematografiche di quel decennio IL PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO merita un posto di rilievo, in quanto ha influenzato diversi film e registi successivamente, non solo del cinema di casa nostra. Un film all’epoca criticato ed accostato troppo frettolosamente al genere giallo, il film di Barilli racchiude un’infinità di generi e categorie cinematografiche difficilmente catalogabili, in quanto è costruito come un enorme labirinto multidimensionale, che mescola continuamente la forma e la struttura narrativa, mascherata forse per comodità da thriller giallo e misterioso, tanto in voga in quel periodo.

Silvia Hackermann è una giovane chimica dalla psiche decisamente fragile e dai ricordi del suo oscuro passato offuscati, nebulosi ed inquietanti. Nella città di Roma, dove vive, grazie al suo fidanzato ed amica di casa, conosce un misterioso uomo senegalese che riaffiora, attraverso aneddoti della sua vita africana collegati alla magia nera, nella mente di Silvia i ricordi macabri legati alla morte della madre ed alla figura di un uomo misterioso che aveva rimosso da tempo, con il quale la madre tradiva il marito e padre di Silvia. Questo riaffiorare improvviso di ricordi inizialmente finirà per scombussolare la vita di Silvia, la quale non riuscirà più a distinguere la realtà dalla fantasia, la verità dalla menzogna, costringendola ad affrontare i propri demoni, come la madre, l’uomo misterioso sopra citato e addirittura lei da bambina ……..

 

Un insieme di scatole cinesi e di porte nella mente che finiscono, una volta aperte, per condurre ad altre porte e scoperte scomode, mai completamente chiare e che difficilmente conducono a verità assolute. Profumi e oggetti visionati nel presente di Silvia, proprio come accade nella realtà, finiranno per farle riaffiorare ricordi sepolti e chiusi in scrigni simili a innumerevoli matrioske, destinate quest’ultime a espandersi in un mondo che naviga tra visioni distorte e incubi terrificanti ad occhi aperti, dove l’incrocio tra surreale e ricordi anticipa quel cinema tanto caro a David Lynch, in particolare Mulholland Drive e Lost Highway. Una sovrapposizione unica tra presente e passato, tra desiderio di dimenticare e volontà indotta a ricordare in maniera distorta eventi e persone volutamente offuscate a proprio piacimento. Questo è IL PROFUMO DELLA DONNA IN NERO, un ‘Alice nel paese delle proprie paure’ e negazione del proprio passato, destinato sempre a ritornare a galla di prepotenza, peggio ancora se indotto attraverso una forzatura della mente con metodi tribali, satanici e personalità multiple. Un THE NEON DEMON primordiale, dove il segreto nascosto in un corpo fisico necessita di un’espiazione corporea estrema, viscerale e selvaggia primordiale, attraverso però un’azione collettiva e congiunta. Il crescendo finale del film ci trascinerà su terreni estremi inaspettati, esoterici e cannibali, che ribaltano le poche certezze acquisite in precedenza durante la visione. Musiche, cromature, luoghi spettrali, atmosfere irrazionali e recitazioni importanti, promuovono questo grande film italiano, il quale prende probabilmente ispirazione dal cinema del primo Polanski e da quello del gigante Hitchock, dove la paranoia padroneggiava alla grande, ma si distingue per originalità nella stratificazione e fusione continua di ricordi inquietanti, incubi terrificanti e realtà continuamente messe in discussione. Dove le certezze non esistono e la verità assoluta viene continuamente stravolta, colpa e merito di alcuni paradossi temporali o premonizioni inquietanti che fanno capolino più volte nella tragica storia di Silvia. Un thriller psicologico con venature horror affascinante e forse mai giustamente osannato, cha lascia, a fine visione, confusi ma estremamente soddisfatti e felici! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

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One thought on “IL PROFUMO DELLA SIGNORA IN NERO (1974) di Francesco Barilli

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