INDIA’S DAUGHTER (2015) di Leslee Udwin

“La femmina è sempre più responsabile di un maschio per la violenza sessuale. Le donne per bene non se ne vanno in giro da sole a quell’ora”. Parole allucinanti di un uomo condannato a morte per aver violentato e barbaramente ucciso in un autobus, assieme ad altri quattro uomini, una ragazza di 23 anni, Jyoti Singh Panday, la sera del 16 dicembre 2012 a Nuova Delhi. Leslee Udwin, regista inglese di origini ebraiche, decide di seguire questa dolorosa storia mostrando e documentando le rivolte nelle strade dell’India, a seguito di questo stupro oltre l’estremo, intervistare i coraggiosi genitori di Jyoty e uno dei condannati a morte per lo stupro in carcere, causa quest’ultima intervista della censura del documentario in India.

INDIA’S DAUGHTER è un documentario anomalo, perché non segue una struttura chiara e lineare nell’illustrare questo tragico evento destinato nelle sue intenzioni a mettere in luce un problema enorme in un paese in costante crescita economica e demografica come l’India, dove una donna subisce violenza sessuale ogni 20 minuti. Le parti emozionanti non mancano sicuramente, quando scopriamo chi era Jyoti Singh Panday, una promettente studentessa di medicina che sognava di cambiare il proprio paese, con una serie di interviste struggenti ai propri familiari e amici. Le parti più scioccanti del documentario sono rappresentate dalla minuziosa ricostruzione degli eventi di quella tragica sera e le interviste ai condannati ed i loro avvocati. Jyoti Singh non solo è stata barbaramente stuprata dal branco, ma ha finito per subire delle lesioni interne gravissime e fatali. Per stuprarla hanno usato anche una spranga arrugginita uncinata, con la quale hanno estratto quasi per intestino. Uno dei testimoni intervistati, afferma che quando si è accorto di Jyoti sul ciglio della strada, sembrava una mucca che aveva partorito. Portata in ospedale, dopo un paio di giorni di agonia, Jyoti è deceduta. Non era sola quella sera, ma era in compagnia di un amico, successivamente massacrato di botte nell’autobus, con il quale era appena uscita dal cinema per vedere ‘Vita di Pi’. Se questa è la parte più estrema, forse quella più disturbante riguarda le allucinanti interviste agli avvocati, secondo i quali le colpe sono principalmente delle donne e del loro comportamento. Loro non sono come gli uomini, non devono uscire la sera assieme ad estranei ma solo con i propri familiari. Le parti su come devono vestirsi raggiunge l’apice del delirio assoluto. Una cultura misogina e maschilista da fantascienza, mostrata in tutto il suo splendore orrendo. Nonostante il materiale scottante, le numerose interviste shock e la succitata ricostruzione della serata tragica, INDIA’S DAUGHTER, pur essendo un buon documentario, non colpisce a fondo come avrebbe potuto e dovuto, complice una struttura troppo sconnessa e frammentaria degli eventi e soprattutto delle doverose riflessioni sociali, politiche ed etiche di un evento così devastante per un paese gigantesco, sotto tutti i punti di vista, come l’India. VALUTAZIONE 8/10

H.E.

COMPLETO SUB ENG: INDIA’S DAUGHTER + SUBENG

COMPLETO ITALIANO: INDIA’S DAUGHTER (link RAI)

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