JOHNNY GOT HIS GUN (E JOHNNY PRESE IL FUCILE) del 1971 di Dalton Trumbo

Probabilmente una della più grandi opere cinematografiche di sempre. Emotivamente potente, capace di trattare molteplici tematiche legate alla guerra e non solo, unico nel colpire allo stomaco e far gelare il sangue senza mostrare nulla di estremo (o quasi), nonostante il terribile incidente subito dal protagonista.
Il film è stato tratto dall’omonimo romanzo del 1939, scritto sempre da Dalton Trumbo, il quale, scoppiata la seconda guerra mondiale, passo diverse grane e finì in prigione, in quanto appartenente al partito comunista americano e di riflesso per quanto proposto nel libro. Solo successivamente ai problemi giudiziari, passati un paio di decenni, Trumbo riuscì nell’impresa di realizzare questo magnifico film, purtroppo stroncato, ingiustamente, da critica e pubblico all’epoca. Significativo e decisivo per il successo in epoca recente della pellicola, la pubblicità avvenuta grazie alla canzone e videoclip “ONE” dei Metallica, i quali ripresero con il testo le tematiche del film e mostrarono nel video della canzone alcune sequenze significative del film di Trumbo.
Joe, un giovane soldato americano, è colpito da un mortaio nell’ultimo giorno della prima guerra mondiale. Si salverà, ma si ritroverà nel letto di un’ospedale militare in una condizioni peggiori della morte. Amputato di tutti e quattro gli arti, di occhi, orecchie, bocca e naso. Non riconosciuto dai suoi medici, rimane cosciente e in grado di pensare, ripercorrendo la propria vita attraverso strani sogni e ricordi, incapace di distinguere se è sveglio o sta sognando…..

Pellicola terribilmente moderna, come dimostrano i numerosi casi di cronaca afferenti l’eutanasia (Es. Eluana Englaro e Charlie Gard). La visione, anche a distanza di quasi 50 anni, non lascia indifferenti, grazie ad un’alternanza tra realtà e sogno, la prima in bianco e nero, la seconda a colori, evidente e marcata nelle recitazioni e rappresentazioni. Drammatica e straziante la prima, surreale e grottesca la seconda, senza rinunciare a significati profondi e domande senza risposta, che abbracciano il succitato e delicato tema dell’eutanasia, della guerra e dei fragili legami familiari, deboli in apparenza ma radicati e dalla radici fortissime.
Carne da macello. questo rappresenta il soldato semplice, oggi come allora, destinato a divenire un oggetto nelle mani dei suoi superiori, proprio come in questo memorabile film, uno dei pochi a mettere in luce, con efficacia, l’importanza dei ricordi e della memoria umana. Straziante, struggente e malinconica l’impotenza di Jon e della sua ricerca di aiuto nel mondo buio che lo avvolge.
Fede, moralità, ingiustizia, eticità e tantissimo altro in questo dramma che scava in profondità, destinato a destabilizzare chiunque lo visioni. Film fenomenale dal finale catacombale e senza speranza! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

COMPLETO (italiano): JOHNNY GOT HIS GUN

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