LA ORCA (1976) di Eriprando Visconti

Un classico film di genere anni ’70, dove la lotta tra classi sociali, stragi, terrorismo (di diversi colori) e sequestri di persona (in quegli anni erano all’ordine del giorno) finiranno per influenzare, inevitabilmente, buona parte del cinema di quel decennio.
Visconti (con l’aiuto alla sceneggiatura di Roberto Gandus) prende spunto dai numerosi fatti di cronaca per imbastire una trama semplice ma arricchita da erotismo e sogni surreali, con la centro di tutto un morboso legame tra rapitore e prigioniera.
Tre amici organizzano il sequestro maldestro di Alice, studentessa di ricca famiglia. Uno di loro, Michele, è incaricato di tenerla costantemente sotto la massima sorveglianza in un casolare abbandonato nella campagna pavese. Se inizialmente la ragazza è costretta ad accettare le attenzioni di Michele, piano piano sarà lei a rendere succube il ragazzo, il quale finirà per infatuarsi della bella prigioniera ….
Atmosfere rurali e casarecce perfettamente in linea con i rapitori, interpretati magistralmente da Flavio Bucci e soprattutto da un giovane Michele Placido, protagonista assoluto grazie a sogni erotico surreali destinati a lasciare spesso smarriti ed affascinati allo stesso tempo. Controversa e provocante la figura femminile rapita, interpretata dall’attrice tedesca Rena Niehaus, dove sarà svelata la sua natura torbida e controversa man mano che si avanza con nella storia, fino a giungere al pezzo forte di questo film, ovvero il finale. Quest’ultimo permetterà poi sempre a Visconti l’anno successivo un sequel, meno noto di questo ma dai risvolti inaspettati e decisamente interessanti.
Un’opera a tratti veramente originale e fuori dagli schemi, dove però alcuni frangenti, nella parte centrale, non appaiono perfettamente riusciti. Un discreto film con buone sequenze prive di censure ed un ottimo finale lapidario e amarissimo. Un piccolo grande gioiello del cinema made in Italy. VALUTAZIONE 8/10

 

H.E