LOCKE (2013) di Steven Knight

Dopo una giornata di lavoro, Ivan Locke, capo cantiere presso un’importante ditta di costruzioni, sale in auto e si avvia verso una località sconosciuta: durante il tragitto inizia a fare una serie di telefonate …..
Thriller anomalo, moderno ed originale ambientato in una sola autovettura e nottata, con un solo attore alla guida del film, non solo della sua BMW. Un ‘one man show’ interpretato da un ottimo Tom Hardy, da vedere assolutamente in lingua originale, per coglierne i diversi stati d’umore e personalità di Ivan Locke e dei suoi interlocutori al telefono (moglie, figli, ‘amante’, colleghi di lavoro e molti altri ancora)
Senza gore, azione, location differenti l’impresa poteva essere ardua, ma l’ottima sceneggiatura dimostra quanto sia importante sollecitare l’immaginazione dello telespettatore moderno, abituato troppo alla passività causa colpi ad effetto visivi e situazioni surreali destinati poi al dimenticatoio.

Un film che vive di metafore e parallelismi continui, sempre sul filo di lana. Il cantiere della più grande gettata di calcestruzzo civile della storia, una partita di calcio, un parto, una corsa nella notte e la vita di Locke finiranno per incrociarsi e sovrapporsi inevitabilmente, dove il peso degli errori dei propri genitori, in questo caso del padre di Locke, ne condizionerà il presente dopo averne condizionato irrimediabilmente il recente passato.
Tradimenti, bugie, segreti, colpi di scena, delusioni, paranoie, allucinazioni, amicizia, fiducia e sfiducia accompagneranno Locke ed i suoi interlocutori telefonici lungo una nottata turbolenta e bollente come l’inferno, seguita completamente dall’abitacolo della BMW di Ivan, un padre costretto a scegliere quale strada prendere nella vita, consapevole però dei danni che ne conseguiranno da tale scelta!
Estremo nei contenuti e nella forma originale della presentazione, escludendo con coraggio colpi di scena visivi. Un piccolo gioiello dei nostri tempi. Notevole! VALUTAZIONE 8,5/10

H.E.

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