LORE (2012) di Cate Shortland

Germania anno zero. Impossibile non iniziare con queste tre parole l’introduzione di questo grande film australiano ma tedesco fino all’osso. Un dramma disturbante che sfocia quasi nel post apocalittico (perché tale era l’Europa nella primavera/estate del 1945) e nel genere survival horror.

Il film ruota attorno alla quindicenne Lore, figlia di un nazista della baviera ormai alla deriva, destinato ad essere imprigionato dagli americani assieme alla moglie. Lore sarà costretta a prendersi cura dei suoi quattro fratelli minori, due gemelli, una sorella ed un neonato. Senza fissa dimora, in un paese allo sbando, privato dei suoi confini e con il pericolo di essere stuprata ad ogni angolo, Lore cercherà di attraversare la Germania per giungere fino ad Amburgo, dove abita la sua nonna. Lungo il tragitto incontra un ragazzo ebreo fuggito dai campi di concentramento, Thomas, che aiuterà lei ed i suoi fratelli, ma poi……

Cate Shortland è una regista australiana innamorata della Germania, come dimostra il suo ultimo, poco riuscito purtroppo, film ‘Berlin Syndrome’ del 2017. Per fortuna nostra Lore è sicuramente un film riuscito sotto tutti i punti di vista. regia, fotografia, recitazioni e soprattutto un’accurata ricostruzione storica, che mostra il popolo tedesco allo sbando, in particolar modo quello filo nazista innamorato del suo Führer Adolf Hitler, che non accetta la sua morte e concepisce la resa della sua nazione tedesca come un tradimento doloroso ed impossibile da curare. Non solo dramma familiare o personale della protagonista e dei suoi fratelli, ma una chiara rappresentazione della natura umana quando quest’ultima deve sopravvivere ad ogni costo, senza paura di sporcarsi le mani e la coscienza. Questa lotta coinciderà con il passaggio naturale, forse affrettato dagli eventi, del passaggio da bambina cresciuta a donna di Lore, interpretata con rigore ‘ariano’ e teutonico dall’attrice Saskia Rosendahl. Quel colore nero, onnipresente e sinonimo di peccato e male impossibile da lavare via, finirà per accompagnare i nostri protagonisti fino alla fine. Ad impreziosire questo dramma disturbante alcune inaspettate sequenze gore e splatter, utili a rendere credibile l’atmosfera inquietante, pericolosa e post apocalittica, che pervade la pellicola in maniera disillusa, pesante e soffocante. Lore è un grande film scomodo per alcuni, ma utile per chi vuole conoscere quel periodo tedesco post bellico che rischia di mostrare umanità per un popolo macchiatosi di illusioni d’onnipotenza e disumanità senza appello. Notevole! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

 

Un bisbiglio si tesse come un ricamo, una parola diventa un discorso, un discorso un difetto, un difetto un evento, l’evento la storia, la tela scritta a cifre sulla pelle. L’innocenza cresciuta al seno dell’odio non compreso. Nel tempo buio, la grandezza decade. Alte divise bruciano i resti del potere assoluto schiacciato e soppiantato. Il re è morto, ma non il suo progetto glorioso, illuminato. La fuga, l’abbandono tra le braccia dei boschi, braccati, stuprati, derisi. L’addio bugiardo, l’attesa nella menzogna. La prima cosciente a se stessa, l’ultimo incosciente alla vita. Nel mezzo l’ignaro che segue un faro ormai spento. Briciole di strada barattate, mendicate nello sguardo duro, intenso. Il tocco impuro, intriso di disgusto imposto, di sesso punito, di amore soffocato. Il lasciapassare rubato ad un’esistenza passata, vissuta, nascosto a sua volta per trattenere una mano, palmo di gioco, di cibo, corda trainante il degrado, la stanchezza, il sudicio fardello, la perdita, il lume di una speranza creduta. Il beffato castigato due volte e la volta di un volto a una mamma materno. La fine, la fine di un io dispotico, laccato d’intolleranza, ormai adulto, consapevole di quella parola sussurrata al vento ad effetto farfalla, del ricamo divenuto terra di ossa, di bambini creduti uccisi dalla parte sbagliata, di sguardi, di un esistere negato. Non laverà acqua profumata la puzza di morte. 8,5/10

Danae Girasole

 

 

COMPLETO SUB ITA: LORE + SUBITA

Precedente GUSOMILK (2002) Successivo IL CEKISTA (Чекист) del 1992 di Aleksandr Rogozhkin