MARQUIS (1989) di Henri Xhonneux

Mai il connubio tra ironia e perversione fu più stupefacente di questo film ormai trentennale, ultimo lungometraggio (ahimè) del regista belga Henri Xhonneux e dedicato alla leggendaria figura del marchese De Sade.
Francia, 1979. Nella Bastiglia, alcuni giorni prima della Rivoluzione francese, sono rinchiusi alcuni prigionieri politici sgraditi alla corona. La donna Justine, reduce da una violenza sessuale ed incinta del re, il capo della polizia, accusato di aver venduto carne di maiale malsana, e soprattutto il marchese, ingiustamente accusato di lavorare per il rovesciamento del re. Il marchese è interessato solo a scrivere le sue storie deviate e perverse, mentre il suo pene di nome Colin, di intelletto indipendente, è sempre alla ricerca di fonti di eccitamento estremo, in quanto amante delle piccanti e perverse storie scritte dal Marchese. Nel frattempo il loro carceriere Ambertdesidera senza sosta di diventare la vittima sessuale del marchese. Alle spalle del marchese tramano il sacerdote corrotto ed il governatore, i quali dispongono che la donna incinta venga violentata dal marchese, in modo che possano essere lui accusato di essere il padre. Il viscido sacerdote ruba anche i manoscritti del Marchese e li pubblica per ricavarne denaro. Mentre orge e trame di palazzo proseguono senza sosta, la popolazione prepara la rivoluzione per sovvertire il re e la sua tirannia ……
Film d’animazione estrema (e non solo) dedicato alla vita, al personaggio ed ai manoscritti perversi del marchese De Sade. La particolarità sta soprattutto nell’utilizzo principale di animatronics, ovvero uomini in costume con facce animate antropomorfe e doppiati solo successivamente. Il signor marchese ha la faccia di un cane cocker, mentre per gli altri, tra i quali l’amata Justine (una vacca 😀 ), troviamo volti di bovini, suini, ovini, pesci ed altre specie animali che ben sintetizzano il concetto selvaggio (desideroso perlopiù di perversioni sessuali) che alberga nell’animo più nascosto di ogni essere umano. Ad alimentare la nostra curiosità perversa vedremo con piacere orge mascherate, frangenti onirici ed estremamente perversi in stop motion e, perla assoluta, i dialoghi surreali tra il marchese ed il suo pene Colin, ‘essere’ bizzarro e reso consenziente per l’occasione e capace di stupire sequenza dopo sequenza. Tra queste difficile scegliere quella più stupefacente. Sicuramente quella con l’aragosta in versione dildo nel sedere di Armet, vale da sola il prezzo del biglietto. 
MARQUIS rimane ancora oggi un’opera unica e senza eguali, capace di stupire, scioccare e divertire allo stesso tempo, senza rinunciare a mettere in mostra perversioni, desideri immorali e peccaminosi del celeberrimo marchese De Sade. 
Da elogiare infine i costumi degli esseri antropomorfi, intensamente dettagliati e perfetti nel ricreare un’atmosfera di bestialità francese d’annata dal fascino irresistibile! Una bomba weird, da godimento perenne e d’animazione porno erotica assurda VM18, assolutamente ……. irrinunciabile! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

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