MECANIX (2003) di Rémy M. Larochelle

Prendete Tetsuo, Begotten, Eraserhead, i film in ‘stop motion’ più oscuri di Jan Švankmajer e miscelateli tra loro, e forse vi avvicinerete all’incubo di Mècanix, opera canadese del 2003, ad oggi unico lavoro cinematografico di Rémy M. Larochelle.
Niente effetti speciali computerizzati ma un lavoro grandioso di manualità e arte vecchia scuola, resa cupa, ansiogena ed allucinogena dall’animazione in stop-motion e una fotografia color seppia sporca e maleodorante.

In un mondo post-apocalittico gli ultimi esseri umani sono costretti a vivere come schiavi di strane e terribili creature arrivate da chissà dove. C’è solo una cosa che queste bestie immonde temono: l’embrione dell’universo, ovvero l’origine di tutto. L’unica speranza per gli ultimi sopravvissuti è quello di liberarsi da questo ambiente alieno ‘mècanix’, prima dell’estinzione della razza umana. L’embrione che le bestie aliene temono è nascosto nel l’ultimo uomo nato libero. Uno scienziato umano, passato al “nemico”, decide di aiutare le bestie nella vivisezione di ogni essere umano prigioniero, alla disperata ricerca di questo primordiale embrione, prima della loro inevitabile distruzione……

Un viaggio nell’incubo della ‘non conoscenza’ dell’uomo, ossessionato dalla ricerca del “perché”. Il perché della vita, il perché della morte e della nascita primordiale, da dove veniamo e dove siamo diretti. L’ossessione degli alieni meccanici e multiforme sembra nascere e moltiplicarsi nella mente dell’ultimo uomo nato libero, da condizionamenti, pregiudizi ed ossessioni di un’umanità oramai malata, la quale ha dimenticato il vero valore della vita, il pensiero libero!
La potenza visiva di Mécanix è poderosa, e la trama confusa, condita e confezionata da urla mostruose di questi esseri che fondono neo loro corpi metallo, ossa, fili e carne putrida ci trascina in un incubo ad occhi aperti, una favola gotica nera e oscura unica ed inimitabile.
Un’opera ermetica, onirica e visionaria dell’incubo peggiore dell’uomo, la morte, ma anche la speranza del “ciclo della vita”, così semplice e naturale quanto misterioso! VALUTAZIONE 9/10

H.E.

 

 

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