METEORA (2012) di Spiros Stathoulopoulos

Il regista dello scoppiettante PVC-1 sforna una pellicola completamente diversa da quella precendente ambientata in Colombia, prediligendo tono più calmi e distesi e soprattutto un’ambientazione più familiare, viste le sue origini. METEORA è una pellicola drammatica ed erotica sul ‘peccato’, con atmosfere alla PORCILE di Pasolini e con un pizzico di Nunsploitation (exploitation erotici con protagoniste eccitante ed eccitanti suore e blasfemie varie) e lampi improvvisi d’animazione che ricordano iconografie e mosaici della chiesa ortodossa bizantina.
Grecia ai giorni nostri, più o meno. Al centro della storia un rapporto d’amore complicato, tra la suora Urania ed il monaco Teodoro, ognuno arroccato, con i fratelli di fede l’uno e sorelle l’altra, in roccaforti ‘esclusive’ in cima a torri rocciose e naturali, avvolte spesso nella nebbia…….
Una lotta giornaliera continua, quella tra Teodoro e Urania, tra l’abbandono dalle proprie regole religiose per lasciarsi andare alle debolezze delle carne e del desiderio. Il tutto avviene con una narrazione lenta, maledettamente robusta e piena di particolari e significati, sollevata e impreziosita da semplici ma affascinati animazioni che ripercorrono e riprendono storie, personaggi, simboli e contraddizioni dell’universo cristiano ed in particolare di quello ortodosso.

La fede ed il credo sono al centro della storia, ancor più della storia d’amore, con ricerche continue e sfide personali, fisiche e soprattutto nell’animo, da parte dei nostri due protagonisti di violare quel filo invisibile, ma reale, che proibisce di pensare diversamente dal proprio indottrinamento e tradizioni secolari.
Significativa la natura, presenza spesso dominante nei paesaggi, negli animali (epica la macellazione di un capretto) e nelle difficili prove che devono affrontare i due ma soprattutto i continui sotterfugi che devono affrontare i nostri due ‘santarellini’.
Nonostante la fotografia fenomenale del film e le succitate animazioni in sintonia e simbiosi con i luoghi rocciosi e paesaggi mozzafiato quasi senza tempo del film, qualcosa è mancato secondo me, forse nel finale, per gridare al capolavoro. Senza dubbio siamo di fronte ad una validissima opera controversa, da lodare per l’originalità nell’amalgamare perfettamente gli ingredienti cinematografici succitati. Bravi tutti protagonisti, primari e secondari, in particolar modo la suora ed il vecchietto con il flauto 😀 !                                                                 VALUTAZIONE 8,5/10

H.E.

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