MISS ZOMBIE (2013) di Sabu

Schiavitù, pregiudizi, ansia sociale, maternità e prevaricazioni del più potente sul più debole in questo dramma horror in salsa zombie, forse unico nel sotto genere horror dedicato ai morti viventi, i quali diventato un pretesto per affondare la lama su tematiche scottanti e delicate tanto care alla cultura e storia del Giappone. In un contesto surreale, dove i morti viventi sono parte parziale della società giapponese dei nostri giorni, la famiglia di un medico benestante riceve una consegna inaspettata da un vecchio amico: una grande cassa di legno contenente una pistola, uno zombie femminile e un foglio di istruzioni che le dice di non nutrirla mai con la carne. La famiglia è interessata, naturalmente, in quanto la ragazza zombie sembra abbastanza innocua e decide pertanto di utilizzarla per i lavori domestici. Miss zombie sembra però non aver perso la ragione, in quanto lo stato del virus nel suo corpo non è di un livello elevato, ricorda ancora il momento in cui perse suo figlio quando era ancora in grembo. I rapporti tra lei, la padrona di casa e suo figlio, il capofamiglia e gli altri inservienti prenderà pieghe drammatiche ed inaspettate, che porteranno ad un inevitabile sgretolamento del nucleo familiare apparentemente perfetto………..

Opera emotivamente potente realizzata in un bianco e nero cenerino (esclusa una parte a colori molto estrema e sorprendente) rappresenta probabilmente il vertice moderno del cinema zombie, grazie ad un ritmo magnificamente lento, al contrario di frenetici e ripetitivi film dedicati ai morti viventi, ad una caratterizzazione perfetta e silenziosa dei protagonisti, alla loro evoluzione ma soprattutto ad una coniugazione ineccepibile di horror fantastico e realtà. La parte drammatica rappresenta la spina dorsale del film, con frangenti amari e tristi, esempio alcuni flashback di miss zombie, destinati a lasciare il segno. Cuore pulsante del film la maternità, con tutte le sue difficoltà e sfaccettature, difficile e spesso impossibile da raggiungere nonostante i legami di sangue. Pellicola che va oltre i concetti zombie di ‘romeriana’ memoria, “gli zombi siamo noi”, in quanto appare destabilizzante e capace di mettere in luce sentimenti e rapporti umani con una intensità di rara bellezza cinematografica. Nonostante le sequenze più dure ed estreme, il film merita di essere accostato ai migliori dramma a tinte forti del cinema attuale. Considerando poi sullo sfondo il genere trattato, poco avvezzo al dramma puro, oltre ad un finale travolgente e angosciante, merita un elogio ancora più grande. Grandissimo film giapponese, horror e drammatico, più unico che raro! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

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