NEWTOWN (2016) di Kim A. Snyder

Città americana di Newtown in Connecticut. La mattina del 14 dicembre 2012 il ventenne Adam Lanza si presentò alla ‘Sandy Hook Elementary School’, armato fino ai denti, iniziando ad aprire il fuoco contro i bambini della scuola ed i loro insegnanti. Dopo aver ucciso 20 bambini (di età compresa tra i 6 e 7 anni) e sei educatori (compreso il preside dell’istituto), si suicidò.
La regista Kim A. Snyder esplora in maniera commovente, viscerale e senza filtro le conseguenze della tragedia, destinata a sconvolgere per sempre la piccola comunità di Sandy Hook, borgo di Newtown, intervistando i familiari di alcuni bambini rimasti vittime del carnefice Lanza (il quale prima di iniziare la strage aveva anche ucciso la madre).
In particolare le famiglie di Dylan e Daniel, due dei bambini uccisi, le quali non solo ricordano i loro figli deceduti, rivivendo quei terribili momenti, ma mostrando le loro battaglie per risolvere la questione sulla libertà. da parte di tutti i cittadini americani, di accedere alle armi d’assalto ed il libero accesso ad esse anche da parte di persone instabili come il Lanza.
Una battaglia che li porterà fino al senato americano, purtroppo inutilmente, in quanto la lobby delle armi da fuoco negli USA appare come un muro invalicabile ed insormontabile, nonostante l’evidenza dei fatti e l’ennesima strage da armi d’assalto, acquistabili da chiunque come i biscotti del supermercato.
La loro battaglia, presentata nella parte centrale del documentario, serve solo ed unicamente per smorzare i toni e fare una pausa, perché la regista non esita a mostrare tutto il dolore, l’angoscia e la frustrazione dei familiari delle vittime e di una piccola comunità irrimediabilmente distrutta nell’animo, dove la paura ha preso il sopravvento e tutto viene diviso tra ‘prima e dopo del 14/12’.
Sarà durissima trattenere le lacrime e non rischiare di sentire il proprio cuore rompersi in mille pezzi. Gli aneddoti di quei frangenti, mescolati ai ricordi dei piccoli Dylan e Daniel finiranno per svuotare anche la persona meno sensibile sulla faccia della terra. Un’opera talmente forte e coinvolgente che ti prenderà epr mano e ti trascinerà assieme ai genitori dei bambini perduti nel loro pozzo di dolore e nelle loro ferite emotive impossibili da curare. Questa è l’America vera, lontana anni luce da quella forte e sicura tanto esaltata dalla propaganda politica e militare a stelle e strisce. Emotivamente troppo troppo forte ….. anche per chi ha masticato i documentari più estremi di sempre! VALUTAZIONE 10/10

 

H.E.

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