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NON SI SEVIZIA UN PAPERINO (Don’t Torture a Duckling) del 1972 di Lucio Fulci

Proprio nel cuore di una filmografia titanica e unica come quella di Lucio Fulci, iniziata negli anni ’50 e terminata purtroppo con la sua morte negli anni 90, il ‘terrorista dei generi’ del nostro cinema sfornava il thriller italiano per eccellenza (con buona pace degli ammiratori del Darione nazionale). Un’opera spettacolare quanto agghiacciante in grado di coniugare perfettamente estremo, tensione, giallo, erotismo morboso e superstizioni popolari, senza mettere in secondo piano un coraggio notevole per l’epoca nel mettere in luce un male fino ad allora inenarrabile, svelato giustamente solo nel finale. In principio doveva intitolarsi NON SI SEVIZIA PAPERINO, poi però, causa le forti pressioni della Disney, Fulci fu costretto a mettere l’articolo. Questo non fu l’unico ostacolo, in quanto le celebri scene morbose all’inizio, con protagonista Patrizia (Barbara Bouchet) e il bambino Michele, portarono perfino in tribunale Fulci, costretto a dimostrare che nelle scene contestate fu usato un suo amico nano al posto del bambino. Accendura, un paese della Basilicata, è sconvolto dall’omicidio macabro di un bambino del posto. Le accuse ben presto finiranno per ricadere sulla maciara del paese, una donna accusata di stregoneria in quanto avvezza alla magia nera. Mentre gli omicidi brutali di bambini non sembrano avere fine, sul posto giungerà anche un giornalista di cronaca nera, Andrea Martelli, il quale, affiancato dalla bellissima e promiscua Patrizia, inizierà un’indagine parallela a quella dei carabinieri che lo porterà ad una sorprendente quanto macabra scoperta ……..Immerso in un contesto rurale che ben rappresenta una parte dell’Italia meridionale dove superstizione, ignoranza e dicerie finiscono per travolgere persone innocenti, NON SI SEVIZIA UN PAPERINO è un thriller a tutto tondo, dove ogni personaggio presentato viene perfettamente descritto dal punto di vista psicologico, chi prima e chi dopo per non svelare l’identità dell’assassino. Questo senza inficiare un’indagine complessa e ben occultata nell’assolato e roccioso paesino della provincia di Matera. Il tutto abilmente arricchito da morbosità ambigua, provocazione e isteria, come quella dei paesani ignoranti nei confronti della maciara, una Florinda Bolkan selvaggia e sinistramente sensuale che ricorda non poco la Purificata de IL DEMONIO di Brunello Rondi. A completare il cerchio, una cornice estrema (all’epoca attaccata dai saccenti critici italiani) che ben anticipa gli horror successivi del maestro romano. Visioni scioccanti di bambini uccisi e deturpati, giustizia popolare a base di catene con tanto di sangue e carne lacerata, a dimostrazione di un coraggio estetico da parte del regista fuori dal comune. Un coraggio citato in precedenza che, nella rivelazione finale, farà anche da apripista a tantissimi film usciti successivamente, in Italia ma soprattutto all’estero, a dimostrazione di quanto sia stato influente Fulci nel cinema di genere e non solo. A chiudere il cerchio della perfezione di quest’opera, oltre al cast eccezionale (da citare anche un sempre ottimo Tomas Milian), abbiamo un’elegantissima colonna sonora targata Riz Ortolani (abile come da sua consuetudine nel mettere musiche dolci nei momenti più cruenti), nella quale spicca l’ottimo inserimento di ‘Quei giorni insieme a te’ di Ornella Vanoni. NON SI SEVIZIA UN PAPERINO è un film che mette sul piatto anche una riflessione sociale culturale sull’Italia rurale dell’epoca, afflitta da un’omertà impossibile da estirpare, mettendo anche in luce una pre adolescenza desiderosa di crescere prima del previsto (con l’obiettivo anche di scappare da un luogo lontano dai bagordi della borghesia benestante ben rappresentata dalla figura di Patrizia), soprattutto per quanto concerne le esperienze sessuali, a meno che …. sia soffocata proprio nel luogo nel quale è considerata più sicura. Il più grande capolavoro targato Lucio Fulci e tra i migliori thriller estremi di sempre, non solo del cinema di casa nostra! Unico!! VALUTAZIONE 5/5

H.E.

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