OUT OF THE BLUE (1980) di Dennis Hopper

Filmone potente e straziante ad opera di Denis Hopper che scorre veloce e ruvido come una ballata di Neil Young, leggenda vivente del rock americano e autore della colonna sonora, supportata dalle sue canzoni ma non solo. Un film americano che narra della fine del sogno americano, forse mai esistito o realizzato. Opera scontrosa e ribelle proprio come la sua protagonista Cindy, una Linda Manz strepitosa e travolgente, protagonista triste e sola di questa storia drammatica.

La pellicola inizia in maniera tragica. Un uomo sta guidando, in compagnia della figlia Cindy, un camion in maniera discutibile quando finisce per scontrarsi con un scuolabus, pieno di gente e sopraTtutto bambini, fermo in mezzo alla strada. L’impatto sarà devastante. Cindy e suo padre ne escono illesi, ma diversi occupanti del scuolabus finiscono per perire nell’incidente. Dopo cinque anni dal tragico incidente Don, il padre di Cindy, esce di prigione. Nel frattempo Cindy è cresciuta, tra mille difficoltà. La madre è una tossicodipendente che ha una storia segreta con il suo datore di lavoro, spesso scappa da scuola per frequentare discutibili compagnie e, nonostante l’amore per il punk rock, il suo mito musicale, Elvis Presley, è morto ma…..il peggio deve ancora arrivare…..

Sulle note della dolorosa HEY HEY MY MY di Neil Young, celebre canzone dedicata al punk ed alla moret di Elvis Presley, seguiamo lentamente ma inesorabilmente allo disfacimento totale della famiglia americana, con una discesa totale nell’abisso adolescenziale di Cindy. Don, interpretato in maniera punk e selvaggia dallo stesso Hopper, è un uomo tormentato dagli incubi delle morti che ha causato e cerca di annegare nell’alcool e in pensieri torbidi e morbosi la sua inettitudine e alienazione dalla società che lo circonda. La moglie è una tossica, cieca all’interno degli orrori passati e presenti e presenti che accadono all’interno delle mura domestiche e destinata a figura fumosa e inutile per Cindy. Priva oramai di ideali e figure protettive la protagonista ha solo una via d’uscita…tutt’altro che lieta. Tensione che sale in maniera esponenziale nella parte finale, disturbante, inquietante che lascia da parte la narrazione emotiva che aveva caratterizzato buona parte del film.

OUT OF THE BLUE, titolo che indica un evento all’improvviso ed inaspettato, è un fottuto capolavoro drammatico e doloroso, che rappresenta un cinema americano gigantesco del passato e oramai defunto. Filmissimo! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

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