PORFIRIO (2011) di Alejandro Landes

Film colombiano catalogabile in quel genere drammatico dedito alla rappresentazione della realtà quotidiana senza filtro, con stile quasi documentaristico e caratteristico di registi come Michael Haneke, Ulrich Seidl, Amat Escalante e tantissimi altri nomi illustri del cinema più attuale.
Porfirio è un uomo sulla sessantina di soli 155 centimetri, di carnagione scura, che presenta calvizie frontali, sopracciglia regolari, occhi marroni, naso largo, bocca grande con labbra spesse, lievi labbra superiori e grandi orecchie con dei lobi appesi. Porfirio è paralizzato negli arti inferiori a causa una vecchia ferita nella schiena, un proiettile forse, e quindi costretto su una sedia a rotelle. Confinato tra le mura di casa, affrontando i limiti della sua condizione fisica e le difficoltà economiche, Porfirio combatte con tenacia la sua lotta con il governo e le istituzioni colombiane per ottenere un risarcimento. Quando capisce che la sua lotta è senza speranza, medita un gesto plateale acquistando dell’esplosivo……….
Orgoglio, rivalsa, vendetta, mascolinità e sofferenza quotidiana di un uomo costretto alla semi immobilità in un contesto di impotenza nei confronti di una giustizia inesistente, illusoria e negata da parte di delle autorità colombiane, costrette a gestire grane ben più rognose, come si evince dal mondo in fermento sullo sfondo, caratterizzato da sommosse e lotte sociali.

Film tutt’altro che tradizionale e pertanto ostico in alcuni passaggi ripetitivi o in altri dediti alla semplice vita quotidiana senza censura, dalla quale si intuisce il suo passato prima del misterioso incidente. Il rapporto con il figlio, con l’amante e con il mondo che lo circonda, così vicino ma ceco ed indifferente nei suoi confronti.
Opera di denuncia, forse ispirata ad una storia vera o presunta tale, non semplice da seguire e poco accattivante, nonostante alcuni passaggi ironici e tragi-comici, con un finale bizzarro ed imprevedibile, ma non destinato a lasciare il segno, nonostante le intenzioni lodevoli del regista di creare un eroe del popolo, da lodare per la battaglia intrapresa contro le ingiustizie sociali. VALUTAZIONE 7/10

H.E.

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