REISE NACH AGATIS (Voyage to Agatis) del 2010 di Marian Dora

Terzo lungometraggio del tedesco Marian Dora dopo CANNIBAL e MELANCHOLIE DER ENGEL, vagamente ispirato a “IL COLTELLO NELL’ACQUA” di Roman Polanski. Chi è rimasto scosso dai suoi primi lavori, compresi diversi cortometraggi, resterà parzialmente deluso da questo film, pretenzioso e purtroppo banale.
L’inizio estremo illude e crea grosse aspettative per il resto della storia, che alterna momenti noiosi ad altri leziosi ed inutili.
Una ragazza viene inseguita ed uccisa con violenza lungo una spiaggia senza mostrare il volto del suo carnefice. Dopo i primi minuti di panico il film segue le vicende di Isabell e del marito Raphael, una coppia tedesca annoiata che sta viaggiando verso sud, con destinazione ignota. Lungo il tragitto conoscono Lisa, una giovane prostituta, la quale finisce per accettare l’invito della coppia per una gita in barca assieme a loro.
Lisa non sa cosa l’aspetta, finirà per essere l’oggetto di giochi sempre più pericolosi e perversi di Raphael, il quale si rivelerà essere uno psicopatico violento e senza scrupoli……

Nonostante le attenuanti del low budget e del film girato in pochi giorni, REISE NACH AGATIS non riesce a graffiare e rimane un passo falso nella filmografia del regista tedesco (per fortuna si riprenderà alla grande con il recente CARCINOMA).
Non mancano le violenze becere e psicologiche, rovinate purtroppo dalle riprese continue, senza senso dei paesaggi e di bambolotti nell’acqua che finiscono per aumentare la noia, la quale rischia di prendere il sopravvento più di una volta. Oltre all’inizio folgorante anche il finale è degno di nota, con uno “stallo alla messicana” che riesce a creare un minimo di tensione. Non bastano però dieci minuti discreti su 74 per salvare un film mediocre. Bocciato! VALUTAZIONE 5/10

H.E.

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