SAFE (1995) di Todd Haynes

Il cinema degli anni ’90, quello sperimentale, sotterraneo o lontano dai grandi incassi al botteghino, visto a distanza di quasi due decenni sta acquisendo sempre maggiore valore e riconoscimento. SAFE di Todd Haynes rappresenta uno dei vertici di quel decennio, in quanto rappresenta un punto di rottura ed evoluzione naturale del cinema dell’orrore sconosciuto in precedenza ma presente in tantissimi film odierni. Dove le ferite mentali prima e corporali poi vanno ricondotte ad una sofferenza personale vissuta nella società moderna ed attuale. In questa direzione ritroviamo film recenti più estremi visivamente che coinvolgono tematiche cannibali e autodistruttive (principalmente con donne come protagonista). SAFE è stato il vero apripista di un sotto genere horror sempre più presente nel panorama cinematografico indipendente e non solo. DANS MA PEAU, THANATOMORPHOSE, EAT, CONTRACTED, HALLEY e tantissimi altri ancora sono tutti figli, direttamente o indirettamente, del film di Haynes, grazie anche ad una strepitosa ed indimenticabile interpretazione da parte di Julianne Moore nei panni di Carol, la protagonista.

Carol White, una donna borghese della San Fernando Valley in California, la cui vita vuota e superficiale viene sconvolta quando si ammala di una malattia definita “l’allergia del ventesimo secolo”. Soffre di sensibilità chimica multipla che la porta ad avere forti attacchi di asma e che indeboliscono il suo sistema immunitario non riuscendo più a tollerare nulla di tossico, dai gas di scarico fino all’aria stessa. Tutto questo porterà Carol verso un auto-isolamento, trasformando la sua abitazione in luogo asettico e protetto, evitando di entrare in contatto con qualsiasi fattore chimico.
Carol decide allora di entrare a far parte di una comunità new age e semi religiosa che si trova del deserto e isolata dalla società, con regole ferree e guidata dal carismatico Peter…….

Può una persona normale, ma fragile e debole mentalmente, essere influenzata dall’esterno in maniera distruttiva e travolgente? Haynes non risponde al quesito, in quanto lascia la risposta allo spettatore, fornendo “solo” domande, dubbi e paranoie rischiose, contagiose e profetiche sull’imminente, ora attuale, nuovo millennio.
Il film si divide in due tronconi. Il primo è potente e straniante, con fotografie e sequenze visive che bombardano, anche in maniera subliminale, la nostra mente. Il mondo che ruota a attorno a Carol è malato, corrotto e privo di ideali, e mostrato dal santone di turno come imminente ad un’apocalisse inevitabile.
Nella seconda parte del film scivoliamo assieme alla protagonista nel vuoto assoluto, privo di fondamenta e di solidità, con l’apice, in apparenza banale, il compleanno di Carol, dove quest’ultima dimostra la sua mente ormai deteriorata. Indimenticabili alcuni pazienti della comunità, come l’essere incappucciato ed alieno, simbolo della dipendenza assoluta alla comunità new age, ovvero il male che ha generato il male e profetizza di curarlo. Ogni riferimento a dittature, multinazionali farmaceutiche e mass media è tutt’altro che sottinteso nel film.
Ci sono film che valgono doppio se visionati a vent’anni e più di distanza…SAFE è uno di questi. Malato, disturbante ed inquietate pilastro del cinema horror ed estremo attuale! VALUTAZIONE 9,5/10

H.E.

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