SMALL TOWN CRIME (2018) di Eshom & Ian Nelms

Opera in bilico tra commedia nera e noir proprio come lo è il suo protagonista Mike, tra la discesa in un pozzo senza salvezza e la speranza di redimersi per l’ultima volta per le sue colpe passate.
L’ex poliziotto Mike Kendall scopre il corpo di una giovane donna e si mette in testa di ritrovarne l’assassino. Mentre il suo stile poco ortodosso fa fare passi avanti nella risoluzione del caso, la sua ostinata determinazione mette involontariamente in pericolo la sua famiglia…
John Hawkes conferma ancora una volta di essere uno dei migliori attori del cinema americano, complice quella faccia storta da sberle che sintetizza ancora una volta una storia nella storia, quella dell’ex poliziotto con problemi legati ad un passato costellato da errori affettivi e di alcolismo, ma continua alla ricerca della verità. Armato di una spettacolare Chevrolet con la carrozzeria in vinile, Mike finirà per immischiarsi e scoperchiare un diabolico piano architettato da un gruppo misterioso di persone intenzionate a tutti i costi ad uccidere tre ragazze, legate tra loro da un losco giro di prostituzione d’alto borgo. Tra sparatorie brutali (quella sui ‘binari morti’ al buio è fantastica), con teste spappolate ed ettolitri di sangue, dialoghi alla PULP FICTION (memorabile quello tra uno dei sicari ed una barista), atmosfere noir del passato e personaggi pittoreschi in stile western all’italiana, il film prosegue a meraviglia, senza annoiare o deludere mai, miscelando in maniera brillante tutti gli elementi sopra citati. Nel film anche un ottimo e sempre verde Robert Forster, nei panni del nonno della prima ragazza uccisa.
Lontano dall’essere definito un filmone e forse con un finale troppo ‘buonista’, SMALL TOWN CRIME è una pellicola con poche infamie e diverse lodi, che piace e convince senza cercare rivoluzioni del genere noir a tutti i costi e che mostra una provincia americana non troppo rude e nostalgica del passato! VALUTAZIONE 7,5/10

 

H.E.