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SNOWPIERCER (설국열차) del 2013 di Bong Joon-ho

L’acclamato PARASITE senza questo film (probabilmente) sarebbe stato diverso o forse, nemmeno partorito da Bong Joon-ho. Il primo film dell’ormai celebre regista coreano prodotto negli USA (e girato in lingua inglese), riesce (al contrario di quanto successo con il polpettone The Last Stand – L’ultima sfida di Kim Ji-woon uscito in contemporanea) a fare centro, bilanciando perfettamente il pomposo cinema a stelle e strisce, fondato su eroi e azioni CGI spettacolari, con tematiche sociali graffianti, drammatiche e profonde che da sempre hanno caratterizzato il cinema di Bong Joon-ho, il quale non ha voluto rinunciare per questo filmone al suo feticcio (e portafortuna) Song Kang-ho.Nel 2031 la terra è sprofondata, a seguito di un esperimento scientifico finito male 17 anni prima (nato per abbattere il riscaldamento globale) in una nuova era glaciale. Gli ultimi esseri umani sopravvissuti si trovano in un treno sempre in movimento che gira costantemente intorno alla terra. Il treno, denominato Snowpiercer, è frutto del magnete visionario Wilford, il quale ha sin da subito progettato il treno differenziando i superstiti passeggeri in classi sociali. Chi si trova in testa gode di molteplici benefici e chi si trova in coda praticamente sopravvive nella miseria. In coda però, stanchi degli abusi ed umiliazioni ai loro danni da parte di chi sta in testa del treno (i quali ogni tanti vanno da loro con la forza per rubargli dei bambini) progettano una rivolta per sovvertire la linea gerarchica. A guidarla Il giovane Curtis affiancato dal ‘veterano’ Gilliam ……Basato sulla graphic novel francese ‘Le Transperceneige’, questo film attinge a piene mani dal cinema americano, non solo post apocalittico e distopico del secolo scorso(MATRIX compreso). Non è un caso se proprio Ed Harris, nei panni del capo supremo Wilford, sembra ricalcare nel finale proprio la figura paternale di THE TRUMAN SHOW. Un film quindi di ampio respiro cinematografico per citazioni e non legato solo alla fantascienza più classica, che si basa certamente sull’azione, sulle scenografie futuristiche decisamente accattivanti e sul dinamismo continuo, senza però perdere di vista le fortissime personalità presentate e che troveranno nei diversi protagonisti, primari e secondari (impossibile non sottolineare al prova di Tilda Swinton), la vera forza trascinante del film. Figure facilmente associabili a quelle sociali del passate del nostro presente, Dal capitalista al sindacalista, dall’uomo d’azione all’opportunista, dal cinico a chi abusa del proprio potere (che si tratti di militari o mass media poco importa). Una classificazione certosina e maniacale che scopriremo ben presto basata sui compromessi necessari per mantenere un equilibrio non scritto ma necessario per sopravvivere. E proprio qui subentra la fase profetica, abbattuta felicemente nel final dove la luce è rappresentata dalla ‘terva via’, non imposta da chi si trovava, inizialmente in coda o in testa. Un’evoluzione inevitabile e imprevedibile che ciclicamente sembra scatenare ricambi generazionali, politici e sociali destinati impossibili da frenare. Se la violenza, al contrario dell’azione, non è dominante nel film, è però onnipresente, soprattutto quella psicologica scaturita da regole imposte più per paura dall’alto (o meglio, dalla ‘testa’ del treno) ai danni dei soliti. SNOWPIERCER (che ha visto luce in questo 2020 in una nuova serie) rimane uno dei film sci fi più influenti e solidi del cinema recente, riuscendo nel non facile compito di fondere cinema coreano (in costante ascesa) con quello americano (altalenante), garantendo intrattenimento ma non fine a sé stesso, in quanto le analisi con annesse similitudini sul nostro presente, scaturiranno nello spettatore continue riflessioni e molteplici domande sulla società attuale. Un notevole e importante (per quanto scritto sopra) film sci fi, abilmente mascherato da blockbuster! VALUTAZIONE 4/5

H.E.

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