SWEET, SWEET LONELY GIRL (2017) di A.D. Calvo

Un nuovo vecchio film, che presenta con uno stile moderno un cinema del passato, non solo horror, da PERSONA di Ingmar Bergman fino a MULHOLLAND DRIVE di David Lynch. Due titoloni da far tremare i polsi, inarrivabili ovviamente per questo nuovo piccolo film, il quale ha il merito di ricreare quelle situazioni sospese e misteriose visionate con estremo piacere nei titoli citati.
Anni ’80 (lo si intuisce da una intervista a Ronald Regan in una tv), la giovane Adele, per racimolare qualche dollaro, viene inviata dalla madre a prendersi cura della vecchia zia Dora malata.
La zia vive sola in una enorme vecchia casa vittoriana e segregata nella sua stanza in quanto sofferente di agorafobia, la paura di uscire di casa. Nello stesso periodo Adele conosce Beth, una coetanea seducente e misteriosa. Adele finirà per innamorarsi di Beth, la quale la trascinerà in un mondo instabile, contorto ed oscuro…

Estetica, atmosfere e musiche fantastiche e accattivanti, con costumi, bambole e oggettistica retrò esaltanti accompagnate da una fotografia dalle forti tinte autunnali e da una regia in continuo bilico tra sogno/incubo, realtà, desideri sessuali e non, convogliando il film, nella seconda parte, su terreni horror gotici enigmatici ed impenetrabili.
L’assenza di fastidiosi ‘jump scare’ e di situazioni lineari indirizza il film su atmosfere quasi da giallo erotico anni ‘70, giocando continuamente sull’ambiguità, della bionda protagonista fragile e della sua amica mora molto sicura di sé, con l’uso ossessivo degli specchi e con lo spettatore, spesso in difficoltà nel seguire la narrazione sconnessa ed enigmatica.
Intuibile il finale, forse tropo affrettato e che lascia troppo amaro in bocca, in quanto ci si aspettava qualcosa di più dopo una prima ora così di qualità. Un thriller psicologico interessante con due ottime protagoniste che non si eleva sopra la media ma nemmeno delude. Consigliato. VALUTAZIONE 7,5/10

H.E.

COMPLETO SUB ENG: SWEET, SWEET LONELY GIRL

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