TAXI DRIVER (1976) di Martin Scorsese

Uno dei migliori film sulla guerra del Vietnam senza mostrare nulla della guerra, a dimostrazione che il male non è solo il fronte, dove si lotta per sopravvivere, ma è presente e permane nel suo luogo d’origine, in questo caso gli Stati Uniti d’America. L’ipocrisia della politica americana degli anni ’60 e primi ‘70, del falso perbenismo di facciata ed il fastidioso post conflitto, dove non serve morire per veder finita la propria vita, porteranno Travis Bickle, un marines congedato, smarrito, svuotato e sconvolto nella mente dalla guerra e dallo “schifo che lo circonda”, a renderlo consapevole di essere stato nel fronte solamente “carne da macello” e una pedina sacrificabile per la causa di chi sta al vertice della piramide…”we are the people” 😀 . Sarà la lucida follia di Travis che alimenterà dentro di lui un desiderio incontrollabile nel voler compiere, a tutti i costi, un gesto estremo.

La regia è monumentale, perfetta e minuziosa nel esaltare in ogni dettaglio, grazie anche ad una colonna sonora di livello, il personaggio interpretato da un Robert De Niro lontano, per fortuna, dal ‘Nonno Scatenato’ miseramente interpretato quarant’anni dopo. Senza dubbio una delle migliori interpretazioni maschili della storia del cinema, con alcune sequenze entrate di prepotenza nell’immaginario collettivo. Indimenticabili le scene delle costruzioni fai da te delle armi, del conflitto finale, del cinema porno, dei dialoghi notturni nella mente di Travis e degli incontri/scontri con il pappone Matthew e la guardia del corpo del senatore Palantine.

Martin Scorsese realizza forse la sua opera migliore che racchiude tutto il cinema che lo precede e destinata ad influenzarne pesantemente gli ultimi quarant’anni di pellicole con protagonista psicopatici e giustizieri solitari. La visione di una New York scura, malvagia, senza speranza ed immorale viene rappresentata attraverso la visione paranoica di Travis e con una critica ferocissima alla succitata politica a stelle e strisce dell’epoca e senza sconti o pacche sulla spalla per nessuno. Purtroppo, pur riconoscendone la grandezza, il buon Scorsese non è più riuscito a ricreare atmosfere simili a TAXI DRIVER nei suoi film successivi, di qualità spesso elevatissima ma troppo desiderose forse di compiacere un pubblico più ampio e meno esigente.
I compromessi nella vita ci sono sempre, e per poter commercializzare il film su larga scala senza censurarlo alcuni ritocchi sono stati necessari, come decolorare il rosso del sangue nella sparatoria finale.
Singolare la rappresentazione della verità nel finalissimo, dove non conta del perché un evento accade, quello che conta è rendere felice l’opinione pubblica….sempre e comunque. Notevole!
Nel film troviamo tra gli altri una allora minorenne Jodie Foster, il mitico Joe Spinell, futuro protagonista dell’indimenticabile MANIAC e un pappone capellone Harvey Keitel, viscido e simpaticissimo.
Inutile scrivere la trama, perché il film lo conoscono anche i sassi,….se non si è mai visto la scoperta è obbligatoria.
Un’opera unica, malata, estrema, violenta ed immortale. VALUTAZIONE 10/10

H.E.

COMPLETO: TAXI DRIVER

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