THE BEAST PAGEANT (2010) di Albert Birney & Jon Moses

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Prendete Eeraserhead di David Lynch, il cinema di Jan Švankmajer e di Shinya Tsukamoto, il comico, purtroppo scomparso, Andy Kaufman e mixateli per bene e….ecco il risultato: un film indipendentissimo, sperimentale e bizzarro che narra, con una sorprendente leggerezza, il malessere odierno causato dalla tecnologia e dai massa media, illusioni di una felicità spesso ricercata e mai trovata.

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La storia, opera di due sconosciuti registi americani, narra le vicende di Abraham e del suo mondo costellato di pubblicità, personaggi bizzarri, macchine in grado di fabbricare ogni cosa richiesta e una quantità industriale di pesce-gatto, unica fonte nutrizionale del nostro protagonista. La casa di Abraham è immersa in un anomalo polo industriale e la sua unica compagnia è rappresentata da una enorme macchina meccanica vivente, similare ad un’enorme stampante 3D dei nostri giorni. All’interno della macchina vi sono un uomo e una donna che si prendono cura di ogni esigenza di Abraham, stampando e creando (proprio come la succitata stampante) ogni bene necessario e richiesto dal protagonista. Abraham, come un automa, sembra destinato alla deriva nella noia quotidiana e della banalità consumista, fino a quando un piccolo cowboy canterino irrompe dal suo stomaco (un suo mini-me), e lo conduce verso la libertà….ma la strada è tutt’altro che gioiosa e appare piena di insidie……

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Un film in un B/N vivace, anomalo, grottesco ed irreale, con profonde similitudini con la nostra quotidianità, oramai schiava della tecnologia e dei mass media. Un gioiellino di 73 minuti di puro godimento, che finirà per stupire per la quantità industriale di idee originali, brillanti e personaggi assurdi. Imperdibile.         VALUTAZIONE 8/10

H.E.

COMPLETO (no subs): THE BEAST PAGEANT

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