THE DEMOLISHER (2016) di Gabriel Carrer

Quanto può essere pericolosa una mente fragile di un uomo, incapace nel gestire le difficoltà della vita, se spinta oltre i limiti?
Con questo neo-horror canadese, opera dell’emergente Gabriel Carrer, vediamo la discesa nella follia, che sfocia nella violenza, di un uomo “comune” ossessionato dai sensi di colpa e di ingiustizia.
Trama iniziale: Il marito Bruce, un installatore di tv via cavo, vive un crescente ed inarrestabile sentimento di rabbia e rivalsa contro il mondo che lo circonda a causa delle condizioni della moglie Samantha, un’ex poliziotta confinata su una sedia a rotelle a causa di un “incidente” sul lavoro. Il viaggio paranoico di Bruce, nella follia più pericolosa, lo trasformerà in un brutale giustiziere solitario, con tanto di abbigliamento antisommossa e manganello. Dopo aver incontrato casualmente una ragazza, prima al cinema e poi al banco dei pegni, si auto convince di essere seguito da lei, ed inizierà ad alimentare dentro di lui una rabbia senza freni proprio contro la povera malcapitata già sepolta da diversi problemi personali di diversa natura …. darà così vita ad una spietata caccia notturna alla ragazza per le strade di un’oscura Toronto, senza esclusioni di colpi…..

Il demolitore canadese apre nuovi orizzonti cinematografici, almeno nel panorama horror indipendente. Se pensiamo di vedere un nuovo Rampage siamo fuori strada (l’accostamento, visto l’abbigliamento è naturale).
Il film di Uwe Boll, pieno zeppo di dialoghi, criticava la società sporca, corrotta e depravata.
In questa pellicola canadese a farla da padrone sono i lunghi silenzi, le azioni violente improvvise dopo la calma apparente, le visioni di morte immaginate e poi eseguite brutalmente dal paranoico protagonista.
Ad esaltare queste dinamiche le musiche elettroniche ipnotiche, le cromature coloratissime e luci al neon folgoranti (sulla falsa riga degli ultimi film Nicolas Winding Refn (Only God Forgives e The Neon Demon), che ci trascineranno assieme al demolitore nel suo sfogo senza freni, dentro e fuori la sua mente impazzita.
Il protagonista, l’attore Ry Barrett (co-autore anche della sceneggiatura) è strepitoso, con un’interpretazione fisica fenomenale e dirompente, perfettamente calato nella parte del vigilante. Fenomenale una delle tante sequenze del film quando sfoga la sua rabbia violenta devastando fisicamente dei “poveri” motociclisti, colpevoli di aver difeso la povera ragazza oggetto delle sue ossessioni. Straordinaria anche la prova fisica della sua “antagonista”, un’atletica Jessica Vano, eccezionale nel fronteggiare spesso da sola il furioso vigilante.

Regia di livello, pochi dialoghi (ed è un bene), sequenze action da leccarsi i baffi, musiche elettroniche martellanti e prove fisiche notevolissime, rendono questo neo – horror d’azione e drammatico uno dei film estremi recenti più interessanti e destinato ad acquisire valore e riconoscimento nel tempo. Filmone! VALUTAZIONE 8,5/10

H.E.

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