THE KILLING OF A SACRED DEER (2017) di Yorgos Lanthimos

 

 

Il più terrificante, morboso e inquietante lavoro di Yorgos Lanthimos. Un nuovo confine del genere horror sembra essere valicato per l’ennesima volta, in quanto la consueta ironia grottesca del regista greco, più nota e presente nei suoi lavori più celebri come Kynodontas e The Lobster, svanisce quasi subito, destinata ad essere ingoiata e divorata da una spirale fredda, terrificante e austera, destinata a colpirci alla gola durante la visione e lasciarci senza fiato alla fine.

Steven è un chirurgo affermato ed apprezzato dai colleghi e dalla sua famiglia, disfunzionale ma non diversa da tantissime altre, che ama e adora più di ogni cosa. Steven da qualche mese sta instaurando una sana e reciproca amicizia con un ragazzo, Martin, sua vecchia conoscenza. Ben presto il rapporto insistente e morboso di Martin nei confronti di Steve e della sua famiglia finirà per incrinarsi, e quando i figli di Steve inizieranno ad ammalarsi inspiegabilmente, un terribile segreto del loro passato comune tornerà prepotentemente a galla, destinando la famiglia di Steve a scendere in un inferno di angoscia e dolore senza ritorno ……..

Barry Keoghan, il giovane Martin, incarna come non mai il male assoluto, un angelo vendicatore inquietante, crudele e glaciale, simbolo di una giustizia divina circolare e inevitabile senza cuore o possibilità di redenzione alcuna……un male spietato e incurabile tra i più minacciosi e letali della storia del cinema horror. Perché THE KILLING OF A SACRED DEER è tante cose, e tra queste è senza dubbio un horror di nuova generazione, capace di spazzare via in un colpo solo quanto visto fino ad ora di quanto conosciuto nel panorama dell’orrore. Terrore familiare per i propri cari, scene shock ad alto tasso disturbante, dialoghi inquietantissimi che ci spingono più volte a pensare “ma…l’ha detto sul serio”, sono leggermente mitigati da situazioni paradossali e anti logica, caratteristica onnipresente nei lavori passati di Lanthimos, ma destinati questa volta a passare in secondo piano, colpa e fortuna di una storyline principale distruttiva e massacrante per il nostro cuore e per la nostra mente. Il crescendo di tensione nella seconda parte, che giustificherà il potente titolo del film, finirà per azzerare poca saliva rimasta durante la visione, mentre il finalissimo è in linea perfetta con quanto visionato fino ad allora. Perché la reazione che ci aspettiamo sempre dai personaggi di questa storia allucinante, avviene sempre in direzione opposta alla logica e alle nostre percezioni e aspettative della realtà conosciuta. Un effetto farfalla logorante destinato a distruggere un nucleo familiare stile TEOREMA di Pasolini o BORGMAN di Alex van Warmerdam, con un ‘estraneo’ più inquietante e profano (mai visto prima d’ora un pasto di spaghetti più inquietante) dei suoi predecessori sopra citati. Primi piani incredibili, regia e fotografie asettiche e spettacolari, attori in stato di grazia (Colin Farrell gigantesco) e musiche disturbanti come non mai, finiranno per entrare sotto la pelle, come forse nessun film di Lanthimos era riuscito a fare fino ad ora alla sua prima visione. Nessuno dei suoi film precedenti, uno più superlativo dell’altro (escludendo il soporifero Kinetta) può prepararci all’incredibile visione destabilizzante e inaspettata di THE KILLING OF A SACRED DEER. Capolavoro estremo assoluto del 2017! VALUTAZIONE 10/10

H.E.

AGGIUNGO INOLTRE UNA RECENSIONE ILLUMINANTE DI UN AMICO DI HorrorEstremo:

Per me è senza dubbio il film dell’anno, ed una delle opere più inquietanti mai viste. Horror di nuova generazione? Siamo anche oltre il neo-horror, perché quando non hai alcun bisogno di sangue e orrore per far passare due ore di tensione, angoscia, senso perturbante di disorientamento e agonia vuol dire che non sei solo un genio, ma hai portato su altri livelli l’arte cinematografica. I personaggi, i dialoghi, la fotografia, le ambientazioni, le musiche incredibilmente efficaci e la sceneggiatura sono come un’orchestra finalizzata a dislocare lo spettatore e tormentarlo sempre più. L’enigmatica vicenda colpisce per un motivo molto semplice: è la messa in scena di un mito greco, quindi tocca le corde degli archetipi del nostro inconscio collettivo (noi, italiani, abbiamo nella mitologia romana la riedizione di quella greca). Il mito è quello di Artemide/Diana che, ricordiamolo, ha il potere di paralizzare  Ella si vendica su Agamennone per aver ucciso un cervo sacro del suo bosco incantato. La vendetta prevede il sacrificio della figlia di Agamennone, Ifigenia (che viene infatti citata una volta, nel film, come parte della recita scolastica). In alcune versioni la figlia viene salvata trasformandola in cerbiatta. In altre versioni il re si rifiuta di sacrificarla e perde quindi il suo ruolo per la ribellione della popolazione, e solo il sacrificio della fanciulla avrebbe risolto il problema. Il sacrificio divenne simbolico e un rito greco antico rappresentava in quella forma il passaggio delle giovani fanciulle dall’infanzia alla vita adulta dopo la loro prima mestruazione (nel film più volte è citata la prima mestruazione da parte della ragazzina, vera protagonista della vicenda). Predisponeva al superamento della verginità (altro tema del film). Altri elementi sono tratti dal mito di Oreste, figlio di Agamennone, e di sua sorella Elettra. Bisognerebbe conoscere bene le sofisticate e complesse trame del mito per dare un posto preciso ad ogni personaggio. In ogni caso, filmone assoluto, dall’inizio alla fine, top del top sotto ogni punto di vista, un’opera destinata a restare immortale.

Claudio Marucchi

 

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3 commenti su “THE KILLING OF A SACRED DEER (2017) di Yorgos Lanthimos

  1. Così deve essere un Film. Ti prende e ti trascina dentro. C’è Arte.
    Mentalmente ho preso qualche passaggio degli Opeth che mi hanno musicato il Film.
    Bello. Veramente bello.

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