THE KINGDOM – IL REGNO (RIGET) del 1994 di Lars Von Trier

 

Miniserie danese ad opera di un giovane Lars Von Trier, suddivisa inizialmente in 8 episodi brevi ma poi raggruppata, per convenienze commerciali, in 3 o 4 episodi, per un totale di 273 minuti. La serie, realizzata dall’inizio alla fine in un opaco e malsano giallo seppia (con alcune eccezioni nelle scene sanguinolente), segue le vicende e vicissitudini di diversi dottori, inservienti e pazienti che operano e fanno parte del più grande ospedale di Copenaghen, soprannominato ‘IL REGNO’.
Le storie principali, destinate inevitabilmente ad incrociarsi ed intrecciarsi tra loro, seguiranno la vita scorretta e viscida del chirurgo svedese Helmer (un personaggio sporco dentro come pochi altri), le vicende del medico Krogsho, che vive nei sotterranei, delle goffe vicende di Moessgard, professore a capo dell’ospedale (talmente balordo che sembra uscito dal film ‘Scuola di Polizia’), di suo figlio provetto chirurgo ed infine quella della signora Dussen, una sensitiva e malata immaginaria, che udirà una strana voce infantile provenire dall’ascensore dell’ospedale, destinandola così ad una ‘caccia’ ai fantasmi sempre più inquietante, rivelatrice di segreti scioccanti e raccapriccianti del passato del Regno. Fantasmi, magia nera, operazioni chirurgiche estreme, decapitazioni, un parto demoniaco (estremissimo), logge segrete, infanticidi, cannibalismo, incubi e visioni aberranti, medici politicamente scorretti e lontani anni luce dai valori e principi dell’etica medica, finiranno per trascinarci lungo un percorso che mescola perfettamente horror, comicità, umorismo e dramma, il tutto accompagnato ed anticipato regolarmente da un paio di lavapiatti con la sindrome di down, sconnessi dagli altri personaggi ma fondamentali per capire e comprendere i fatti incredibili che avvengono, spesso senza logica, all’interno del Regno. L’umorismo nero onnipresente, in puro stile Lars Von Trier, alleggerisce per fortuna le critiche severe, poco velate, alla sanità danese, mostrata quanto mai balorda, corrotta ed incapace. L’elemento occulto e fantastico, figlio di quel decennio (90s) e delle serie Tv che lo hanno contraddistinto, Twin Peaks su tutte, permetterà di trattare e mostrare visioni oniriche estreme e scioccanti senza regole o vincoli. Lo stile che anticipa quello di DOGMA 95 (similare ma con diverse eccezioni), alla lunga risulta vincente (la quasi assenza di colori e con regia spesso minimale), unendo in un unico contesto logistico medici, inservienti, pazienti e fantasmi, quasi fosse un castello medioevale, pieno di tragedie, stregoni, segreti e tradimenti. Seguirà anche una seconda serie, sempre ad opera di Von Trier, che svilupperà le molteplici tematiche mostrate in questa prima serie. Imperdibili anche i titoli di coda, con un giovane Lars armato di testa mozzata! VALUTAZIONE 9/10

 

H.E.

Precedente FATHER’S DAY (2011) di Brooks, Gillespie, Kennedy, Kostanski & Sweeney Successivo THE WAILING (2016) di Na Hong-Jin

Lascia un commento

*