TRADE (2007) di Marco Kreuzpaintner

Film americano, sempre attuale, che affronta il tema doloroso del traffico sessuale, in particolare quello, dalle cifre snocciolate nel film mostruoso in termini numerici, che naviga tra il confine Messico e Stati Uniti.
Opera poderosa per cambi di location e durata (due ore piene), non priva di stereotipi ma notevole in alcuni passaggi. Ammorbidita da momenti noiosi e banali, la storia presenta momenti durissimi e difficili da digerire, mostrando l’angolo buio del mostro tentacolare della malavita organizzata, pronta a tutto a trasformare in schiavi del sesso, donne, ragazze e pure bambini e bambine di ogni età. Una disumanizzazione lenta ma inesorabile di persone fragili, ingannate o semplicemente rapite nel loro paese d’origine, in questo caso il Messico.
Un poliziotto del Texas, interpretato da un bollito Kevin Kline, la cui figlia scomparsa potrebbe essere stata costretto in schiavitù sessuale, unisce le forze con un giovane messicano per trovare la sorellina tredicenne del ragazzo, che è stata rapito e costretta a prostituirsi. Nel frattempo, una donna polacca, ingannata con la promessa di una vita migliore in America, subisce la stessa sorte della ragazzina messicana e finisce per diventare amica di quest’ultima……..

TRADE non è un film perfetto, ma colpisce forte al momento giusto, dove alcuni passaggi (esempio quello del boschetto con i ‘pedofili a tempo’) sono degni dei migliori “disturbing drama”, finiscono per coinvolgere non poco durante la visione, rendendoci consapevoli che nessuno di noi è veramente al sicuro, in quanto il pericolo di essere colpiti, direttamente o indirettamente da questi mercanti del sesso e della morte, è maledettamente reale.
Le location messicane, la malavita russa, la rappresentazione del mercato del sesso, compreso quello dei pedofili, attraverso le aste online è raccapricciante e fa sudare freddo.
Poteva essere un filmone assoluto, ma la durata eccessiva e alcuni personaggi nel film fuori luogo (il succitato Kevin Kline e il fratello della messicana rapita) non hanno permesso di sfruttare al massimo tutte le potenzialità del film, che rimane nonostante i difetti sopracitati una pellicola cruda e veritiera sul traffico del sesso, una macchina da soldi sporchi purtroppo inarrestabile.
Promosso senza lode ma consigliato, perché la violenza psicologica (oltre a quella fisica immaginata) mostrata, fa veramente male allo stomaco! VALUTAZIONE 8/10

H.E.

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